Caserma M.O.v.m. “Angelo Barzon”

Abstract

Tra i principali monumenti storici di Padova e tra i meno conosciuti, per la loro funzione prettamente militare, ci sono le Caserme, in particolare quelle sorte su precedenti storici monumenti quali conventi, con annesse chiese o cappelle, palazzi, ville. Con questo primo articolo vorremmo far conoscere uno di questi monumenti con documentazione fotografica che permetta di apprezzarne la bellezza e, contemporaneamente, l’ottima conservazione. Sottolineiamo l’apporto fotografico che il Fotoclub di Padova ha potuto dare, attraverso il Bando ‘on air’ indetto dal Comune di Padova nel 2012, poiché, trattandosi di siti militari, era fino a quel momento preclusa la possibilità di fotografarli e sottolineiamo a questo proposito la grande collaborazione accordata dai comandi militari per realizzare il progetto il cui fine è stato ed è quello di far conoscere i gioielli ‘nascosti’ della città di Padova.

Among the main historical monuments of Padua and among the less known, for their purely military function, there are the Barracks, in particular those built on previous historical monuments such as convents, with adjoining churches or chapels, palaces, villas. With this first article we would like to introduce one of these monuments with photographic documentation that allows us to appreciate its beauty and, at the same time, its excellent preservation. We want to point out the photographic contribution that the Fotoclub of Padua was able to give, through the Bando ‘on air’ announced by the Municipality of Padua in 2012, since, being military sites, the possibility of photographing them was precluded up to that time. We also would like to point out the great collaboration granted by the military commands to realize the project whose purpose was and is to make known the ‘hidden’ jewels of the city of Padua.

Il Cardinale Pileo da Prata (1320?-1401), uomo di Chiesa e di grande cultura, già da quando era Vescovo di Padova (1359 – 1370) accarezzava l’idea di fondare in città un collegio per studenti meritevoli, ma con scarse risorse finanziarie. Nel 1394 il Cardinale Prata in visita a Padova avendo ricevuto in dono da Francesco Novello, Signore della Città, il Palazzo “della Moneta”, in contrada Santa Margherita, destinò al “Collegio degli scolari” 500 Ducati d’oro per il mantenimento degli studenti, che inizialmente erano dieci.

L’eredità del Cardinale

Alla sua morte il Cardinale lasciò una cospicua donazione per il Collegio e gli esecutori testamentari, per fornire agli studenti una sistemazione più funzionale, il 16 luglio del 1408, acquistarono da Pietro Zabarella, per 400 Ducati d’Oro, un edificio con annessa corte in prossimità della Basilica del Santo. I lavori di sistemazione e ampliamento terminarono nel 1420, come testimoniato dalla lapide oggi murata all’esterno dell’Edificio. Nel collegio vi studiò anche Girolamo Ortis, che qui si tolse la vita il 29 marzo 1796, poco prima di laurearsi in medicina e le cui vicende ispirarono a Ugo Foscolo le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”.

Nei suoi cinque secoli di storia il Collegio ha assunto diverse denominazioni: “Collegium Domini Ravennatis “- “Collegio degli scolari” – “Collegio SS Gerolamo e Prosdocimo”- “Collegio del Santo” – “Collegio del Cardinale” ecc… Oggi, l’edificio di Via Cesarotti è comunque noto a tutti come “Collegio Pratense”, in omaggio al Suo illustre fondatore.

Il Collegio ha funzionato ininterrottamente fino al 1797 quando i francesi lo trasformarono in caserma. In seguito anche le truppe austriache avvicendatesi a quelle napoleoniche occuparono il collegio come caserma “provvisoria”. Nel l820 l’edificio fu “restituito” alle sue antiche funzioni, ma nel 1848 il pian terreno del Collegio fu destinato a Comando dell’11° Battaglione della Guardia Nazionale austriaca. Nel 1866 il collegio, ormai vuoto, fu adibito a caserma per un distaccamento della “Guardia cittadina”.

I Consigli provinciali del Veneto

Nel 1890 i Consigli provinciali del Veneto decisero di trasformare “l’antiquata forma di beneficenza” in borse di studio a favore di studenti veneti iscritti all’Università di Padova decretando contestualmente di vendere l’edificio che ospitava il collegio. Con il ricavato della vendita dell’immobile fu possibile assegnare ogni anno e fino ai primi anni del novecento otto borse di studio ad altrettanti studenti meritevoli per un ammontare di Lire 510 cadauna.

L’edificio rimase pressoché abbandonato e in rovina fino al 1929 quando, nel periodo fascista, dopo il restauro divenne caserma con la denominazione “Benito Mussolini”, sede della 53^ Legione patavina della Milizia Volontari Sicurezza Nazionale. Nella Caserma “Mussolini” il 29 novembre 1943 fu portato per qualche giorno e prima di essere tradotto al carcere “Paolotti” il Professore Mario Todesco, docente al Liceo “Tito Livio”, partigiano. Il professore Medaglia d’Oro al Merito civile alla Memoria, dopo la scarcerazione, fu assassinato a Padova il 29 giugno 1944.

Nel dopoguerra la caserma è stata intitolata alla Memoria del padovano Tenente Colonnello dei Bersaglieri Angelo BARZON- Medaglia d’Oro al Valor Militare, Caduto eroicamente nel 1941 in Africa Orientale.

L’infrastruttura è stata sede d’importanti Comandi militari e fra questi il:
– Distretto Militare, fino al 1982;
– Comando dei Servizi di Commissariato della Regione Militare Nord Est;
– Comando Logistico dell’Area Nord ;
– Comando Sanità e Veterinaria Regione della Militare Nord.

Il Collegio ha un ampio cortile quadriportico a doppia loggia di archi a tutto sesto con un pozzo. Le due importanti iscrizioni lapidee riprodotte sopra documentano le diverse fasi della vita del Collegio con riferimento al suo fondatore, il Vescovo Pileo di Prata.

Maurizio Lenzi

Note

Da: Le Infrastrutture Militari dell’Esercito Italiano a Padova, Bando “on air 2012” indetto dal Comune di Padova.
Progetto: a cura del Dott. Alessandro Cabianca, Presidente “Gruppo90-ArtePoesia”
Schede: a cura del Gen. B. (Aus.) Maurizio Lenzi
Coordinamento documentazione fotografica: Mario Dal Molin (Fotoclub Padova)
Documentazione fotografica: Mario Dal Molin, 1° Mar.llo Rino Del Pizzo, 1° Mar.llo Fabio Magrini, Sig. Marco Romanato

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