Giustizia d’altri tempi

Il fatto: una lite di gelosia finita con coltellate, tra un marito ed un amante padovani, porta a questa condanna del Tribunale della Serenissima, nel 1614.
The fact: a jealousy quarrel ended with stabs, between a husband and a Paduan lover, leads to this condemnation of the Court of the Serenissima, in 1614.

Una sentenza del tribunale della Serenissima, 1614
Interessante perché completamente diverso dal nostro è il sistema sanzionatorio.

Leggiamo dalla sentenza:

Zuanetto Pier Antonio e Francesco siano banditi, cioè Zuannetto e Pier Antonio perpetuamente et Francesco per anni dieci di Cittadella et suo territorio Padova et Padovano et per quindici miglia oltre li confini di detti quattro luochi.. et se rotti li confini vennirano nelli posti siano mandati a servir sopra le galee dei condannati per huomini da remo con li ferri alli piedi… con taglia alli catturi di Zuanetto e Pier Antonio di L. 800 et Francesco di L. cento delli suoi beni se saranno, se non delli denari deputati alle taglie.

In mancanza di un servizio di polizia efficiente, la sanzione principale era il bando da una parte o tutto il territorio della Serenissima per durata illimitata o temporanea.

Se rientravano nel territorio chiunque poteva catturarli vivi o morti e riceveva una taglia prefissata in sentenza. Era preferibile catturare il bandito vivo perché la sua identificazione era semplice. Più complesso era identificare un bandito ucciso: di regola gli veniva tagliata la testa come prova ma non sempre era facile l’identificazione (un neo, una vecchia cicatrice ecc.) e quindi l’accertamento per incassare la taglia era più complesso.

Vi era poi un’altra regola detta del “liberar bandito”

Si poteva liberare un parente o un amico dal bando se si catturava, vivo o morto, un altro bandito.

Le cronache raccontano che un genitore, per liberare dal bando un figlio condannato, aveva offerto 600 ducati a chi gli portasse un bandito da offrire in cambio. Avvenne che durante una rapina in un villaggio i rapinatori vennero posti in fuga dagli abitanti. Uno di questi, esperto di armi, li inseguì, ne uccise uno e poi si presentò alle autorità con la testa in un cesto chiedendo il certificato di “liberar bandito” che poi vendette al padre del condannato intascando i 600 ducati.

Per avere un’idea del valore del ducato (del peso di gr. 3,50 o 3,35 a seconda delle epoche d’oro di Zecca) occorre tenere presente che un operaio dell’Arsenale, cioè di quelli più fidati e pagati, percepiva 50 ducati all’anno. Il liberar bandito ha fruttato 12 anni di paga di un arsenalotto.

Federico Nulli

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