Padova, sulle vie di Mozart

Abstract:

Il 12 marzo 1771 i Mozart, padre e figlio, nel loro primo dei tre viaggi in Italia, raggiunsero Padova, di ritorno da Venezia verso Salisburgo e la visitarono da turisti. Wolfgang ricevette dal principe di Aragona, Don Giuseppe Ximenes, la commissione per un oratorio, con tutta probabilità La Betulia liberata su testo di Metastasio, che il compositore completò a Salisburgo. Il 13 marzo sono riportati due concerti in case private e un concerto organistico nella Basilica di Santa Giustina. Sono le lettere del padre, Leonard, a darcene precise informazioni: “A Padova abbiamo visitato tutto quello che era possibile vedere in un giorno, giacché neppure là abbiamo avuto pace e Wolfgang ha dovuto suonare in due luoghi. Ha anche ricevuto un incarico: deve comporre un oratorio per Padova, abbiamo fatto visita al Santo al Maestro Padre Vallotti, poi a Ferrandini, presso il quale Wolfgang ha anche suonato. Infine ha suonato sull’eccellente organo dell’incomparabile chiesa di Santa Giustina”. Si può dedurre da questa lettera che l’impegnativo soggiorno padovano dei Mozart, seppur brevissimo, è stato particolarmente positivo per il giovanissimo compositore.

12 March 1771 the Mozart, father and son, in their first one of the three travels in Italy, reached Padova, returning from Venice towards Salisburgo and they visited it as tourists. Wolfgang received from the Prince of Aragon, Don Giuseppe Ximenes, the commission for an oratory, in all probability La Betulia liberata on a text by Metastasio, which the composer completed in Salzburg. On March 13, two concerts were given in private homes and an organ concert was given in the Basilica of Santa Giustina. His father Leonard’s letters, give us precise information:
“In Padua we visited everything that was possible to see in one day, because even there we had no peace and Wolfgang had to play in two places. He also received an assignment: he must compose an oratory for Padua, we visited the Santo al Maestro Padre Vallotti, then the Ferrandini, at which Wolfgang also played. Finally he played on the excellent organ of the incomparable church of Santa Giustina ”.
It can be deduced from this letter that the demanding stay of the Mozarts in Padua, although very short, was particularly positive for the very young composer.

L’itinerario

Il primo dei tre viaggi (dal 1769 al 1773) che il giovanissimo W. A. Mozart (1756-1791) fece in Italia, sotto la guida del padre Leopold, che voleva avviarne la carriera di musicista, toccò le più importanti città e corti con obiettivo principale la corte di Ferdinando d’Asburgo a Milano. Durante il viaggio fece tappa nelle città di Bolzano, Rovereto, Verona, Mantova; in ogni città tenne alcuni concerti mostrando le sue doti di precocissimo genio, un vero fenomeno nella composizione e nella esecuzione musicale. Da Milano fece tappa a Lodi, Parma, Bologna, Firenze per raggiungere Roma dove ebbe udienza dal Papa che gli conferì la prestigiosa onorificienza di Cavaliere dello Speron d’oro, e poi raggiunse Napoli.

Nel viaggio di ritorno da Napoli i Mozart fecero sosta a Loreto, Rimini, nuovamente a Bologna per tornare a Milano, dove Wolfgang aveva ricevuto delle commissioni e dove eseguì alcuni suoi lavori. In ognuna di queste tappe il ragazzo, appena quattordicenne, incontrò i più famosi cantanti, musicisti e compositori, tenne apprezzati concerti, molto scrisse di musica: una serie di Arie su testi di Metastasio, cantate sacre, sonate, minuetti, mottetti e l’opera Mitridate, re di Ponto, che ebbe una prima rappresentazione il 26 dicembre 1770 al Teatro Regio Ducale di Milano da lui stesso diretta; fu un trionfo, tanto da essere replicata per ben 22 volte. A Milano il conte Joseph von Firmian, governatore generale della Lombardia, mecenate dei Mozart in questo viaggio in Italia, ospitò una serie di concerti a cui, con altri nobili, assistette l’arciduca Ferdinando. Da Milano fece tappa di qualche settimana a Torino, poi passò a Brescia, quindi a Verona, dove venne nominato Maestro di Cappella d’onore dalla Accademia filarmonica, quindi raggiunse Venezia.

Padova

E’ a questo punto del viaggio, nel rientro verso Salisburgo, che incontriamo Wolfang a Padova. I Mozart raggiunsero Padova il 12 marzo 1771, e la visitarono da turisti. Qui Wolfgang ricevette dal principe di Aragona, Don Giuseppe Ximenes, la commissione per un oratorio, con tutta probabilità La Betulia liberata su testo di Metastasio. Wolfgang aveva avuto un’edizione completa delle opere di Metastasio dal conte Firmian. La Betulia Liberata (K 118) definita da Mozart Azione sacra, in due parti, per solisti, coro e orchestra, è ispirata al Libro di Giuditta, un apocrifo dal Vecchio testamento, ed era già stata messa in musica con successo da Niccolò Jommelli nel 1743; questa scelta mostra quanto il quindicenne Wolfgang fosse sicuro dei suoi mezzi al punto da mettersi a confronto con un famoso musicista del suo tempo. L’opera fu da lui completata una volta giunto a Salisburgo. A Padova il 13 marzo sono riportati due concerti, forse più, in case private e un concerto organistico nella Basilica di Santa Giustina.

La testimonianza

Sono le lettere del padre Leopold a darcene precisa informazione: “A Padova abbiamo visitato tutto quello che era possibile vedere in un giorno, giacché neppure là abbiamo avuto pace e Wolfgang ha dovuto suonare in due luoghi. Ha anche ricevuto un incarico: deve comporre un oratorio per Padova, abbiamo fatto visita al Santo al Maestro Padre Vallotti, poi a Ferrandini, presso il quale Wolfgang ha anche suonato. Infine ha suonato sull’eccellente organo (Nota 1) dell’incomparabile chiesa di Santa Giustina”(Nota 2). A quanto si può dedurre da questa lettera pare che il soggiorno padovano dei Mozart, seppur brevissimo, sia stato decisamente felice, soprattutto considerando l’incontentabilità del carattere di Leopold e le altissime aspettative, spesso frustrate, del padre per il geniale figliolo poiché non gli riuscì il disegno di ‘sistemare’ il figlio presso una delle corti degli Asburgo in Italia. Leopold non poteva sapere che, a contrastare i suoi piani, s’era dichiarata l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria in persona con una lettera, indirizzata all’arciduca, sprezzante nei confronti suoi e, indirettamente, del figlio, definiti ‘persone inutili’ che andavano ‘in giro per il mondo come mendicanti’, forse a causa proprio delle sue eccessive insistenze nel richiedere un riconoscimento per il figlio. A Leopold riuscì soltanto, ma non è davvero poco, di far conoscere a Wolfgang dal vivo le opere che si rappresentavano in Italia come il Demetrio di Johann Adolf Hasse, Cesare in Egitto di Niccolò Piccinni, La Nitteti di Josef Mysliveček (non è certo se l’abbia vista rappresentata o soltanto in partitura, si sa che Mysliveček ebbe molta importanza per l’evoluzione di Wolfgang come compositore), Armida abbandonata di Niccolò Jommelli, Annibale in Torino di Giovanni Paisiello. Nella occasione delle rappresentazioni o nelle molteplici occasioni in cui il ‘fenomeno’ Mozart veniva invitato nei teatri, in palazzi, salotti o case private, ebbe modo di incontrare i cantanti, gli esecutori e alcuni dei principali compositori presenti in Italia o studiosi come Giovanni Battista Martini, famoso teorico di musica, che a Bologna gli fu maestro. Il compositore diresse la prima al Burgtheater di Vienna nel 1786. L’opera fu eseguita a Padova nella Basilica del Santo nel 1991 dall’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Peter Maag.

Nunzio Cereda

 

Immagini

 

Nota 1) Si tratta con tutta probabilità dell’organo costruito da Pietro Nacchini nel 1735. Il precedente organo, di Eugenio Gasparini, era del 1679, ancor prima c’era un organo a sei registri commissionato nel 1493 dal priore della Basilica all’organaro tedesco Leonardo di Salisburgo (Arnaldo Roberti, I vecchi organi della basilica di Santa Giustina, Padova, Tipografia del Seminario, 1928)
Nota 2) Dalla Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart pubblicata da Constanze, vedova Mozart, Lipsia, 1828

 

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