Percy Bysshe Shelley: poesia e dolori del soggiorno estense

Abstract

L’Italia nel XVII e XVIII secolo era una delle tappe del Gran Tour, viaggio in Europa che artisti, poeti e intellettuali, aristocratici e borghesi, consideravano quasi un viaggio iniziatico spinti dal clima mite e dalla scoperta della classicità. Venezia fu per i più meta o miraggio ma molti poeti soggiornarono nella cittadina di Este, antico borgo medievale ai piedi dei colli Euganei. Tra questi Lord Byron e Mary e Percy Bysshe Shelley. La loro presenza unita a quella del Petrarca ha dato il via alla costituzione del Parco letterario dei Colli Euganei.

Quelle vette

Quelle vette erano i Colli Euganei famosi,
che veduti dal lido dietro gli alberi del porto
sembrano un gruppo d’isole montane…
da “Julian and Maddalo: a conversation

Quel Lido veneziano dove il 25 Settembre del 1818, il giorno dopo la morte, va a seppellire la loro, di lui e di Mary, piccola Clara Everina. Il cimitero è quello per gli stranieri e non è altro che il Cimitero Ebraico.

Domenica notte – 24 Agosto 1818 . A Mary Shelley, Bagni di Lucca – da Venezia :  Bene, ma il tempo stringe. Adesso vado in banca a mandarti il denaro per il viaggio… Ti prego di venire subito a Este, dove con Clare ed Elise aspetterò con grande ansia il tuo arrivo.

Qui si apre il soggiorno di tarda estate e inizio autunno dell’anno 1818 degli Shelley a Este, nei Colli Euganei. In gravi difficoltà economiche, inseguito dai creditori, una salute precaria e rapporti difficili con Mary – fortemente depressa – con anche la paura di perdere l’affidamento dei figli, Percy assieme alla famiglia e a Claire (sorellastra di Mary) con la piccola Alba, nata dall’amore breve tra Claire e Lord Byron e che il padre ribattezzerà Allegra, giunge nella quiete euganea presso la dimora di proprietà del Console inglese di Venezia, Lord Hoppner. L’anno prima Hoppner aveva già ospitato lì ad Este – per solo pochi giorni – Lord Byron: che adesso, nell’Agosto 1818, “passa” la dimora a Shelley. Durante il soggiorno estense degli Shelley (cioè fino a fine Ottobre) Byron sarà sempre a Venezia. La residenza è l’ex Convento dei Cappuccini, soppresso nel 1810. L’attuale villa con scuderia dello svizzero Kunkler sorge nel 1870, dunque ben dopo.

Alcuni mesi prima (nel Marzo), giunto in Italia, Percy con Claire si era recato a Venezia per far conoscere la figlia a Lord Byron. Sembra ormai assodato che per Shelley la figura di Byron fosse fastidiosa e sgradevole, anche per il giudizio etico sulla condotta veneziana del suo “amico”. Ma certo anche altri erano i profondi disagi del poeta originario del Sussex: uno dei più pesanti era l’assoluta incapacità di radicarsi in un luogo, travolto dalla necessità di cambiare posti e amori in un turbine dove anche la propria fine veniva predetta. Durante il soggiorno nella città euganea Shelley scrive il Primo Atto del Prometeo Liberato. Ancora, il poemetto  Giuliano e Maddalo, dove Giuliano è lui e Maddalo Lord Byron. Infine Versi scritti fra i Colli Euganei.

Cavalcavo una sera lungo il lido di un’isola
che spezza le correnti de l’Adriano
mar contro Venezia, col conte Maddalo.
da “Julian and Maddalo: a conversation

Sempre questo rapporto atavico, archetipico, con l’acqua, con l’acqua vasta. Il viaggio terrestre a cavallo è come un viaggio iniziatico sull’acqua.

Venezia

La piccola figlia che muore a Venezia viene portata al Lido, per la sua ultima dimora, in gondola, sull’acqua.
Martedì 22 Settembre 1818 – Mezzogiorno . A Mary Shelley, Este – da Padova : . . . In questo modo arriverai a Venezia molto presto, evitando il caldo, che potrebbe fare male alla bambina, e viaggerai in ore in cui lei dovrebbe dormire almeno per gran parte del tempo . . . Come sta la mia piccola Clara oggi ?
Due giorni dopo Clara Everina, all’età di un anno, muore per la disidratazione conseguente ad una grave dissenteria.

Venerdì 25 Settembre 1818. A Claire Clermont, Este – da Casa Hoppner in Venezia : Erano comparsi sintomi peggiori. E’ arrivato un altro medico. Mi ha detto che non c’era speranza. Dopo circa un’ora – come posso dirtelo – è morta – in silenzio, senza soffrire. E adesso è sottoterra… E’ tutto abbastanza triste – non è vero ? Ma dobbiamo sopportarlo…  Credo che la grandezza di un poeta stia soprattutto nella sua capacità di consapevolezza. La consapevolezza della tragicità dell’esistenza. Il coraggio è quello di riuscire a esprimerla, la consapevolezza. Con la dignità di chi ha capito.

… quando al sognatore sembra
di turbinare per l’eternità:
davanti, la confusa linea bassa
di una buia costa lontana
sempre più si ritira, come il desiderio
sempre si ritira dalla volontà diviso,
ma non può cercare o sfuggire:
perennemente è tratta innanzi
sul flutto che non posa mai,
verso il porto della sepoltura.
da “Lines written among Euganean Hills

Giorgio Bolla

Nota:
Le traduzioni dei versi di Shelley sono dell’Autore.
Le Lettere sono tratte da “Lettere – Shelley in Italia” – Trad. di M. Mazza – Ediz. Cinquemarzo, 2015.

Immagini