Il servizio militare è per sempre

Abstract

Una visita al Museo di ASSO ARMA permette di conoscerne la storia, i materiali ivi conservati e la funzione che oggi, in tempo di pace, è affidata all’esercito e ai suoi uomini.

Il museo e la sua storia

Ho appuntamento, insieme a Marta Celio, alle 10, nella sede del museo dell’ASSO ARMA, con il colonnello Aldo Palmitesta, che ci aspetta.  È una mattina di maggio, una delle rare giornate belle di questo maggio avaro. Il verde intorno è brillante, dopo le piogge, e il tetto del piccolo edificio dato dal Comune alle Associazioni militari è ancora stillante di gocce d’acqua, su un tappeto d’erba, che le assorbe. Siamo in Golena Alicorno, una delle fortificazioni cinquecentesche, che – già di per sé – trasudano storia, come trasuda storia l’ormai secolare vita delle Forze Armate dallo stato unitario in poi, con i cui rappresentanti abbiamo l’occasione di incontrarci.

Il luogo è dove un tempo c’era la sede della Rari Nantes, quando i giovani atleti in allenamento si tuffavano direttamente nel fiume patavino. (Nulla è rimasto oggi di queste tradizioni- che anzi sarebbero impensabili! – se non edifici vuoti e un po’ malandati).  Accanto c’era una Scuola Primaria, ma da quando ci fu un crollo di pietre da un costone del bastione (2009), la scuola è chiusa e i bambini sono stati trasferiti da un’altra parte.

Alle Associazioni dei Militari che erano precedentemente alloggiati nel Foro Boario, il Comune diede questa sede, che fu adattata alle loro esigenze. Che sono quelle di avere una base per tutte le loro attività e uno spazio per il museo che raccoglie cimeli di guerra. Grazie al gen. Angeleri si riuscì a potenziare il Museo, per il quale diedero il loro apporto i corpi di Cavalleria e Fanteria. La sede fu inaugurata alla presenza della sen. Casellati nel 2013. Oggi il Museo è oggetto di visite di scolaresche e di assidua cura da parte dei rappresentanti dei corpi che qui hanno stanza.

Tra le vetrine del Museo, il colonnello fa notare un piccolo reperto. Si tratta della prima forma di wathsapp della storia!  Esso risale a quando D’Annunzio, partito da Padova, appunto, per il volo su Vienna, perdette alcuni commilitoni. Uno, che non era arrivato a destinazione con gli altri, e aveva incontrato delle vicissitudini, lanciò un sasso con allegato un biglietto, nel quale rassicurava tutti di non essersi perduto e di aver trovato riparo.

Un altro esponente del gruppo dei militari ci mostra un elmetto. Finalizzato, come si sa, a proteggere la testa, nel corso della prima guerra mondiale guerra gli fu aggiunta – inserendola su appositi ganci – una calotta di ferro allo scopo di riparare in modo molto più efficace, visto che spesso gli elmetti riuscivano ad essere sforacchiati dalle pallottole, causando la morte. Davvero una pesantissima copertura, che se si dimostrava utile alla salvezza, doveva essere oltremodo pesante! Vita dura, quella del soldato, portatore di molti pesi…

Le vetrine sono là a documentare, con la testimonianza delle divise, delle armi, la realtà del militare votato alla causa della patria, investito di un dovere e un compito altissimo di difesa, da prestare con onore e amore per la propria terra. Sono quindi esposti gli oggetti legati alla vita del soldato, per es., quelli legati alla vita quotidiana, alla vita in trincea, alle routines, come la consumazione del cibo, le consegne del vestiario in dotazione…;  si conservano  gli oggetti connessi al dialogo con l’esterno (penne, fogli, lettere ecc);  e una miriade di  elementi che hanno fatto la storia: proclami, ordini, scritti ufficiali, che rivestono un’importanza essenziale per gli aspetti decisionali e  strategico-militari nella conduzione delle ostilità, delle alleanze, dei rapporti internazionali ecc

Lo spettatore che passa davanti alle vetrine diventa il testimone di una vita difficile, di grande sacrificio e abnegazione, di atti meritori e spesso estremi resi alla Patria, anche da piccoli e oscuri soldati che, dalla loro marginalità sociale e territoriale, assurgono al ruolo di veri eroi nazionali.

Museo della Cavalleria

La vita militare ieri e oggi

Adesso, che fortunatamente tacciono le armi (almeno nel nostro Paese), chiediamo al colonnello quali sono i servizi che, come militari, intendono rendere alla cittadinanza in tempo di pace. Le Associazioni di militari in congedo, dal 2017, rientrano nel codice del Terzo Settore, cioè il cosiddetto no profit. L’ASSO ARMA raccoglie 11 associazioni iscritte, che dispongono di uno Statuto, con finalità e obiettivi; e condividono una mission che è punto di incontro tra le rispettive storie, e partecipata da tutti.

Intorno alla lunga tavolata cui siamo invitate a scambiare due chiacchiere, aleggia simpatia, ascolto, desiderio di fornire risposte. I rappresentanti dei vari Corpi, tutto orecchie al dialogo, manifestano infatti interesse alle domande e interloquiscono volentieri.

Dunque, il colonnello enumera le principali attività svolte dai militari oggi, individuate nello stretto accordo con il Comune, volto a garantire la presenza delle Forze armate nelle occasioni di ufficialità. Prima di tutto, però, viene il cittadino, che vuole essere informato, condotto per mano nell’esplorazione dei cimeli del passato, nel ricordo degli eventi bellici che hanno segnato la storia collettiva. Quindi si comincia dal compito, da parte delle Associazioni militari, a essere vive e operanti sul territorio, garantendo l’apertura della sede dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12, con ingresso gratuito.

Da un punto di vista più ufficiale, per le ricadute di rappresentanza e il prestigio delle Forze armate, i militari offrono la partecipazione della fanfara dei bersaglieri alle manifestazioni del Comune; e, insieme, l’ostensione di labari e bandiere alle cerimonie del Comune stesso. Ancora, resta effettivo l’intervento dei Corpi in date d’importanza storica e simbolica della storia nostra e mondiale (11 settembre; giornata del Ricordo; giornata della Memoria; 11 febbraio, ecc …).

Museo Navale

I militari e il servizio di Protezione civile

Come azioni verso la cittadinanza, le Forze armate garantiscono un’utile e capillare collaborazione ai servizi della Protezione Civile in tutti i casi di necessità. Questa voce è particolarmente importante per i militari, perché va a qualificare l’aiuto prestato dai vari corpi dello Stato, configurandosi come alleati preziosi in tutti i momenti problematici, portando dedizione, spirito di sacrificio, sostegno concreto ai cittadini in difficoltà, in occasione di calamità naturali o a cause dovute all’incuria umana che ha spesso, come sappiamo, conseguenze disastrose.

Questo guardare all’esterno, da parte dei militari, riguarda anche altri ambiti e coinvolge altre strutture.   Per es, sono in piedi delle collaborazioni tra l’Aeronautica e l’Università (istituto di Anatomia Umana) per il corso di perfezionamento in Medicina Aeronautica Spaziale; è anche in atto un gemellaggio con la facoltà di Ingegneria Spaziale e l’Aeronautica in tema di utilizzo di droni e simulatori.

In prospettiva più interna, cioè attenta a salvaguardare “le tradizioni militari, il carattere patriottico, civico e di solidarietà” cui il militare è chiamato per vocazione, l’Associazione U.N.U.C.I. (degli Ufficiali in congedo), per es., “concorre alla formazione morale e all’aggiornamento professionale del personale in congedo e alle attinenti attività informative e divulgative, collabora con le autorità militari nell’addestramento e nella preparazione sportiva del personale, mantiene contatti e svolge attività con le Confederazioni similari degli ufficiali della Riserva dei Paesi Alleati…”.

Museo della Fanteria

Il museo e il rapporto con le scuole e con le istituzioni civili

Ma sicuramente, lo scopo primario del servizio messo in atto dalle forze militari è quello di “attirare i giovani”, invogliandoli ad essere Soci e attivisti nei vari campi. I seniores dunque intendono passare il testimone alle giovani generazioni perché si innamorino del mondo e del modo di essere cittadini impegnati verso la collettività, animati dallo spirito di corpo, dalla disciplina, dagli ideali che il militare incarna.

Da ultimo, il rappresentante dei Carristi ricorda il concorso a premi rivolto alle scuole, su temi fortissimi che hanno toccato la coscienza degli Italiani, come il Vajont, o argomenti fondanti come la Costituzione italiana; o aspetti carichi di storia e simbologia come il Milite Ignoto, e altri.

Museo Asso Arma

L’intervento del mondo militare non manca di concretizzarsi rispetto alle fasce di popolazione, dei piccoli e più fragili, per età o per condizione di malattia, collaborando con A.I.L. (leucemie e mielomi), partecipando a iniziative come vendita di stelle di Natale; oppure rivolgendosi ai bisogni degli iscritti all’Auser, che raccoglie tendenzialmente una popolazione più anziana.

 Il mondo militare ha particolarmente a cuore la formazione dei giovani. Per questo, si rivolge alla scuola, allo scopo di sensibilizzare i giovani ai temi storico-patriottici, a far vivere esperienze in situazione, sia pur simulate. La sede dunque accoglie studenti in alternanza scuola-lavoro; assiste anche stagisti delle lauree magistrali con particolari piani di studio e interessi specifici. In questa cornice, per es., un giovane ha presentato il Museo al Prefetto; oppure vengono svolte attività e stages nel contesto dell’Aeronautica, di Marina, Esercito e Carabinieri.

Per sintetizzare, i nuclei di maggior interesse, che si traducono in servizio e coscienza civica, sono condensati nell’attenzione al mondo giovanile, nella difesa dell’ambiente, nei valori della solidarietà, che restano i beni fondamentali di ogni società progredita, sensibile e generativa di senso da dare alle cose.

Questa chiacchierata col colonnello, circondato da rappresentanti delle Associazioni confluite in ASSO ARMA, ha aperto il mondo multiforme del militare, un campo che ha dato tanto alla storia del nostro Paese, che – nel secolo scorso – ha combattuto per la sua unità e contro le dittature. Il senso di fedeltà, di fede nei valori considerati sacri e fondamentali di un Paese, il credere con fermezza negli ideali, è stata una palestra di vita. Breve, ma intensa; significativa e ricca di insegnamenti.

Un caffè e una stretta di mano ha sigillato un’intesa, che da personale si fa consapevolezza estesa, civica e collettiva, tra mondi che si guardano, e vogliono dialogare, compenetrarsi, in una reciprocità costruttiva, culturale e solidale.

Le associazioni, gli stemmi

Ornella Cazzador

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