Sommario
Abstract
In un territorio piuttosto periferico rispetto ai grandi centri dove maggiormente si può cogliere la presenza di importanti esponenti del mondo dell’arte e dell’architettura, ma per questo non incapace di attrarre l’attenzione e l’impegno di progettisti di valore, sorgono tre chiese che sono delle testimonianze di tutto rilievo nel campo dell’architettura contemporanea.
Tre cittadine delle valli dell’Agno e del Chiampo
Recoaro Terme, Trissino e Arzignano sono tre cittadine situate in un ambito territoriale abbastanza circoscritto: Recoaro Terme si trova all’inizio della valle dell’Agno in un fondovalle piuttosto ristretto, Trissino verso lo sbocco terminale, Arzignano a metà della valle del Chiampo. Recoaro è, meglio, è stata una stazione termale molto rinomata situata ai piedi delle Piccole Dolomiti, in uno scenario incantevole e nel passato ha ospitato personaggi di grande rilievo nazionale e internazionale tra cui la regina Margherita, membri della casa imperiale d’Austria, Giuseppe Verdi, Giacomo Zanella, Radetzscky, Lamarmora, Ponchielli e altri. Ora però è in fase declinante.

La stazione termale di Recoaro Terme
Trissino è l’antico borgo in cui aveva posto la propria dimora principale la potente famiglia Trissino che dal luogo prese il nome e il cui esponente più insigne è stato il letterato Gian Giorgio autore di voluminose opere e protagonista di una forte contrapposizione con il Bembo nell’utilizzo della lingua italiana in letteratura. Ormai però il centro del potere della famiglia si era trasferito a Vicenza.

Arzignano è la cittadina più rappresentativa della valle del Chiampo. Ha importanti siti industriali ed una tradizione culturale di tutto rispetto. Nel recente passato è stata protagonista di importanti iniziative in campo artistico con la realizzazione della Scuola di Antonio Pellizzari, dove hanno tenuto lezioni magistrali docenti del calibro di Giulio Carlo Argan, Diego Valeri, Giuseppe Faggin, Licisco Magagnato e con l’allestimento di due mostre, la prima con opere di Braque, Kandinskij, Klee, Mondrian, Picasso, Guttuso, Santomaso, Vedova e molti altri, la seconda con opere di italiani quali Carrà, Casorati, De Chirico, Casorati, De Pisis Guidi, Morandi, Rosai, Semeghini, Sironi, Savinio. Ha dato i natali a personaggi illustri quali Achille Beltrami, per molti anni illustratore della copertina della Domenica del Corriere; Bepi De Marzi, noto compositore, direttore di cori e fondatore del notissimo coro “I Crodaioli”; Giulio Bedeschi autore del libro autobiografico sulla ritirata dalla Russia: “Centomila gavette di ghiaccio”.

La grande guerra: una copertina della Domenica del Corriere di Achille Beltrame
La parrocchiale di Recoaro Terme
La chiesa di Recoaro, opera di Giuseppe Vaccaro, si presenta con una facciata bicolore molto scenografica proiettata sullo sfondo delle Piccole Dolomiti. Sopra il portale si apre a tendina una nicchia con scena sacra che ne accentua l’aspetto scenografico. L’interno si mostra molto raccolto, quasi catacombale, con i muri di pietra a vista su cui poggia una bianca volta a botte. Chiude un presbiterio che si innalza sopra la volta della navata.

Vaccaro: facciata della parrocchiale di Recoaro Terme (Wikipedia)
La parrocchiale di Trissino
La chiesa di Trissino è opera di Antonio Nervi, figlio del grande Pierluigi, e dell’ing. Francesco Vacchini. Si presenta come un cilindro con una sporgenza che funge da entrata. Il tetto è costituito da un’unica calotta di cemento armato su cui spicca un pinnacolo-cupola. All’interno un vasto deambulatorio circolare che segue tutto lo sviluppo dei muri nella prossimità dell’entrata dà accesso ad una cavea su cui sono disposti i banchi ed è concepita in modo che le linee convoglino sull’altare, punto focale per i fedeli. Circondano l’altare tre colonne che si dilatano verso l’alto per unirsi a formare un cerchio: rappresentano uno dei punti di appoggio del tetto, mentre sopra si innalza la cupola finestrata a forma di cono, all’esterno il pinnacolo di cui si è detto. Altre due colonne a nervature che dal basso si allargano verso l’alto, posizionate in modo da formare con la struttura che avvolge l’altare un triangolo equilatero, costituiscono gli altri due punti di appoggio del soffitto che si presenta innervato da una triade di travature circolari concentriche poste attorno ai punti di arrivo dei tre pilastri e da travature raggianti che le intersecano e che si dipartono da quei tre punti. Una bassa finestratura corre sopra i muri delimitanti.

Nervi e F. Vacchini: interno della nuova parrocchiale di Trissino (Etsy)
La chiesa parrocchiale di un quartiere di Arzignano
Mentre la chiesa di Recoaro invita al raccoglimento, quella di Trissino sembra volta all’ecumenismo. La terza chiesa situata in un quartiere di Arzignano, quindi nella valle del Chiampo, è un progetto del Michelucci, l’autore della chiesa dell’autostrada. Vorrebbe rappresentare un punto di incontro, di ritrovo della comunità, un luogo cioè in cui la comunità sente il bisogno di riunirsi. I quattro prospetti sono tutti diversi, potremmo considerare come facciata quello sud, più movimentato e interessante. L’aula interna si presenta rettangolare mentre il soffitto si innalza in corrispondenza dell’altare quasi un invito all’elevazione dello spirito assecondata dal movimento ascensionale dello spazio.
Questi sono tre momenti significativi di architettura contemporanea in ambienti lontani dai grandi centri.

Michelucci: prospetto sud della chiesa di S. Giovanni Battista di Arzignano (Wikipedia)
Federico Cabianca
Chiese di San Giovanni Battista di Arzignano e di San Pietro a Trissino





