Uscire dalla zona di comfort:
il piacere della continua ricerca e messa alla prova
Adriano Cassin intervista e fotografa l’Ingegnere e Maestro di musica Davide Fagherazzi
Prologo
Ho conosciuto Davide Fagherazzi durante una conferenza organizzata al Giardino di Cristallo dal carissimo Giorgio Andrian, Geografo e Project Manager per l’UNESCO. Lì lo conobbi come Presidente e Direttore di Nova Symphonia Patavina e poi, con estremo piacere iniziai a conoscerlo più a fondo come musicista e come persona, partecipando ad alcuni eventi dove si esibiva insieme ai musicisti da lui diretti. Per via della sua eclettica personalità e dei suoi svariati interessi, ho voluto che partecipasse al primo «Padova, città felice» organizzato da Essere Padova. E di questo, ne sono felice.
Sommario
Il perché di una scelta
A.Cassin: Caro Davide, ho avuto il piacere di conoscerti come Direttore d’Orchestra e solo dopo come Ingegnere: mi incuriosisce sapere il perché di questa tua scelta.
D.Fagherazzi: Sin da bambino, mio padre, idraulico, mi ha insegnato a lavorare con attrezzi vari in magazzino e a costruire cose, accendendo la mia passione per il costruire, lo smontare, il capire come funzionassero. Alle superiori ho studiato “Elettronica e telecomunicazioni” perché era l’indirizzo più “oscuro”: mi ero sempre domandato come potessero, ad esempio, funzionare un cellulare, un computer, etc. Così, per approfondire, mi sono laureato in Ing. Elettronica ad indirizzo microelettronica (la più sperimentale), perché son sempre stato appassionato di fisica e chimica, e la microelettronica era appunto quel “luogo” dove potevo studiare nanotecnologie, optoelettronica, elettronica quantistica e organica. Le due tesi di laurea le ho poi fatte entrambe in bioingegneria, un’altra delle mie passioni.
A.Cassin: E Davide insegnante? Come è nato?
D.Fagherazzi: Mi è sempre interessato l’insegnamento; credo di possedere una predisposizione a semplificare i concetti e a trasmetterli. Peraltro, mi resi conto, dopo aver lavorato in tre aziende, che lavorare in azienda da un lato diventava man mano più noioso e ripetitivo, dall’altro non mi permetteva di avere abbastanza tempo libero per portare avanti l’orchestra. Così ho scelto la strada dell’insegnamento, senza che fosse un ripiego ma una scelta ponderata e intelligente. Quattro anni fa ho fatto il concorso per passare di ruolo e ora insegno – con soddisfazione – Informatica all’ITIS Severi, una materia in continua e veloce evoluzione che richiede costante aggiornamento per essere al passo con i tempi.
A.Cassin: E del tuo percorso musicale che cosa ci racconti?
D.Fagherazzi: Imparai a leggere le note quasi prima delle lettere, iniziando a studiare a sei anni dopo che i miei genitori mi portarono a un concerto e mi offrirono di partecipare ai corsi presentati.
Cominciai a studiare musica a Belluno, dove nacqui. Entrai in una scuola convenzionata con il Conservatorio di Venezia e presi poi il diploma vecchio ordinamento in pianoforte (equiparato a una laurea magistrale) al Conservatorio Pollini di Padova, specializzandomi poi all’Accademia Santa Cecilia di Portogruaro. Dopo Questo percorso decisi di iniziare gli studi di Direzione d’Orchestra, ma perché?! Durante gli anni universitari a Padova, ero Direttore del Coro Maschile (e poi anche del Coro Misto) del Collegio Universitario Don Nicola Mazza, dove alloggiavo. In quel collegio, esiste una tradizione secondo cui, una volta laureati, non è più possibile dirigerne i cori. Alla fine del percorso di studi, compresi quanto mi piacesse lavorare con le persone, cosa che il pianoforte non mi permetteva di fare. Sapendo che presto non avrei più potuto dirigere il coro, mi chiesi come avrei potuto continuare a dirigere, visto che mi ero appassionato a quel ruolo. Così, mi dissi: “Se esiste un coro, perché non dare vita a un’orchestra all’interno del collegio universitario?”

Il Maestro Davide Fagherazzi “visto” da Adriano Cassin.
Postproduzione Fabrizio Penso. Location: Sala della Carità, Padova
La Nova Symphonia Patavina
A.Cassin: Parlami u8n pò di Nona Simphonia Patavina.
D.Fagherazzi: Nova Symphonia Patavina è nata in modo informale e come progetto nato dal basso nel 2011 (nel Collegio Universitario Don Nicola Mazza sopra citato) costituendosi ufficialmente nel 2014 come associazione culturale. Ospiti del collegio c’erano già studenti di diverse facoltà che stavano frequentando anche vari Conservatori: questo mi permise di coinvolgerli nel progetto di costruzione di un piccolo ensemble. Alla prima prova eravamo in undici; dopo un mese, eravamo già una ventina; dopo un anno, l’orchestra autogestita era composta da circa trenta musicisti provenienti dai Conservatori di Padova, Venezia e Vicenza. In origine, il repertorio includeva musica classica e colonne sonore di film.
Sin dalla sua nascita, volevamo che l’orchestra fosse una novità (nata e gestita dal basso) rispetto alle altre orchestre, da qui il nome “Nova” e volevamo sottolineare il legame con Padova (da qui il termine “Patavina”). “Symphonia”, derivato dal latino (con l’accento sulla “o”), significa “fare qualcosa insieme”. In sintesi, puoi “leggere” la nostra brand come “Un nuovo modo di fare le cose insieme nella città di Padova.”

Il Maestro Davide Fagherazzi presenta l’esperienza di Concerto in VR.
Location: Sala della Carità
Nel tempo abbiamo integrato anche musicisti semi-professionisti di nazionalità straniera ma di istanza a Padova per frequentare l’Università. Con il prose-guire del progetto, ci siamo orientati maggiormente verso un repertorio classico, poiché notai che i musicisti più preparati preferivano suonare un repertorio più sfidante.
Ricordo che, alla fine del 2011 e del 2013, nacquero a Padova altre due orchestre simili alla nostra. A quel punto mi sono detto: “Dobbiamo differenziarci!” Così, oltre all’orchestra sinfonica (che ormai contava più di 40 musicisti), nel 2016 ho creato l’orchestra di fiati (altri 40 musicisti) e il coro (circa 20 coristi), per un totale di circa 100 musicisti in organico. Ho sempre diretto le prime due orchestre; per il coro, invece, ho cercato una direttrice che potesse portarlo avanti, cosa che è avvenuta fino al 2020, quando ho preso la direzione musicale anche di quel progetto.
Fino al 2014, prima della costituzione dell’Associazione (della quale sono l’attuale Presidente e Direttore Artistico), abbiamo continuato a suonare tra amici per puro piacere, con lo spirito di una filarmonica. Poi, con l’ingresso di sempre più professionisti nelle varie orchestre e coro e con la contemporanea uscita di chi, non avendo completato il conservatorio, non era in grado di seguire l’evoluzione dei progetti, il livello si è alzato. Inoltre, i professionisti volevano essere pagati. A quel punto, il mio lavoro è aumentato di molto perché, oltre a studiare i vari brani del repertorio, dovevo anche cercare fondi per alimentare le attività dell’Associazione e quindi imparare a scrivere e gestire progetti, e districarmi nella burocrazia necessaria a gestire un’organizzazione strutturata. I primi finanziatori sono stati l’Università e successivamente il Comune di Padova. Abbiamo imparato a parteci-pare ai bandi del Comune e siamo riusciti – di anno in anno – a presentare una proposta di valore continuativa che ci ha permesso di vincere quasi tutti i bandi ai quali abbiamo partecipato.

Quartetto vocale della NSP (da sinistra: Anna Siviero, Margherita Vincenzi, Jake Dyble, Davide Fagherazzi).
Location: Sala Guariento, Loggia Carrarese
Il progetto Movi(e)ng Padova
Nel 2018, abbiamo avviato un progetto all’avanguardia e molto più ambizioso, con l’obiettivo di ottenere finanziamenti dalla Fondazione Cariparo. Il progetto, completato nel 2019 dopo tre anni di gestazione e pato insieme al FAI, si chiama Movi(e)ng Padova | Padova città della cultura per i giovani.
Movi(e)ng Padova è un progetto di audience development che racconta le difficoltà del diventare professionisti nel settore della musica classica, le sfide da superare, l’importanza del pubblico e il valore della musica classica a livello fisiologico. Il progetto aveva un duplice obiettivo: da una parte, volevamo raccontare cosa significhi essere musi-cisti con annesse difficoltà nel mondo della musica classica; dall’altra, desidera-vamo presentare Padova da una prospet-tiva diversa, mostrando luoghi di norma non visitabili.
Abbiamo realizzato cinque video, ognu-no dei quali raccontava una storia legata a una problematica della musica.
La colonna sonora di ciascun video era composta da tre musicisti padovani, tracui un giovane di 17 anni, selezionato tramite un concorso di composizione. I brani venivano eseguiti nei video dai nostri musicisti in 25 location, individuate insieme al FAI. Il progetto è stato poi presentato su un sito web (www.moviengpadova.it).
Nel 2021 è stato pubblicato il bando On Life della Fondazione Cariparo, al quale abbiamo partecipato cercando di mettere in evidenza la nostra competenza e creatività in ambito tecnologico. Abbiamo creato video a 360 gradi grazie ai quali, utilizzando un visore per la realtà virtuale, la persona poteva mettersi nei panni del Direttore e vivere l’esperienza di un concerto in modo immersivo. Queste esperienze le abbiamo portate anche in Pediatria e Residenze sanitarie assistenziali in collaborazione con il Club per l’UNESCO,
per permettere a chi non ha la possibilità di visitare luoghi artisticamente importati della nostra città godendosi anche un concerto in primissima fila.
Abbiamo creato una stagione di podcast dal titolo “Non è musica per vecchi” (che puoi ascoltare su Spotify e sulle principali piattaforme podcast) composta da otto puntate, in cui affrontavamo varie tematiche legate alla musica classica con un linguaggio diretto e accessibile. Per esempio, nella prima puntata, abbiamo parlato dell’evoluzione del concetto di ascolto, ovvero di come il modo di ascoltare la musica sia cambiato dai primi del ‘900 fino ad oggi. Un fatto curioso: il percorso viene narrato da una ragazza non udente. Abbiamo poi trattato temi come l’inclusione e la disparità di genere e dedicato una puntata all’opera lirica e un’altra al senso della critica, esplorando cosa significhi essere un critico musicale.
Un’altra tematica affrontata è stata quella di come figure storiche come Mozart, Schumann e Schubert avrebbero potuto promuoversi oggi se avessero avuto i social network. Questo podcast è nato da un progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) e quindi in collaborazione con le scuole. Abbiamo coinvolto studenti dei licei Marchesi e Tito Livio nella scrittura dei copioni per queste puntate.
Abbiamo anche realizzato un progetto di viaggio all’interno degli strumenti musicali utilizzando la grafica 3D.
Negli ultimi anni, con il Coro ho iniziato a sviluppare progetti di maggiore rilevanza legati alla cittadinanza, come il Festival InCanto, che si tiene ogni anno di norma a maggio (o a dicembre, a seconda del bando al quale partecipiamo), e altri progetti che spesso coinvolgono altri cori giovanili della città. Nel 2020, sfruttando l’“occasione” della pandemia, abbiamo costruito un progetto di virtual choir a livello europeo.

Prove pre-concerto del quartetto vocale della NSP
Location: Sala Guariento, Loggia Carrarese
Gli obiettivi di crescita di NSP
A.Cassin: Quali obiettivi ti sei posto per la crescita di NSP?
D.Fagherazzi: Il nostro obiettivo è consolidare la struttura, l’offerta formativa ed artistica e quindi partecipare a bandi per ottenere fondi e creare reti di collaborazione per accedere a bandi più interessanti. Già dal 2017-2018 ho iniziato ad espandere la mia rete di contatti, cercando nuove realtà con cui collaborare. Nel 2019 mi hanno chiesto di entrare tra i fondatori del Lions Club Arte e Poesia. Questo club accoglie artisti e amanti dell’arte, della poesia e della musica, con l’obiettivo di organizzare eventi artistici per raccogliere fondi destinati a cause benefiche. Nel febbraio del 2020 sono entrato nel Club per l’UNESCO di Padova e ora sono nel Direttivo. Dal 2022 sono anche nel Direttivo della Consulta delle attività culturali di Padova, una forma consiglio che supporta l’Assessorato alla Cultura.
Mi piacerebbe che non fossimo sempre noi a creare gli eventi, ma che venissimo invitati a partecipare a eventi organizzati da altri, ma per questo dobbiamo spendere più tempo nella comunicazione. L’obiettivo principale rimane comunque quello di far crescere i tre organici, ovvero le due orchestre e il coro, facendoli partecipare anche a concorsi internazionali per motivare un miglioramento della qualità e incrementare la presenza di professionisti, così da diventare una realtà sempre più solida e strutturata.
A.Cassin: Hai altri progetti da sviluppare nel lungo periodo?
D.Fagherazzi: Sì, c’è un progetto in particolare al quale tengo molto: lavorare alla creazione di un hub culturale. Vorrei trovare una sede a Padova, preferibilmente un teatro da ristrutturare o rigenerare, che possa diventare un centro di aggregazione per tutte quelle associazioni che operano nell’ambito dell’arte performativa. L’obiettivo è creare uno spazio di co-working dove sia possibile progettare sinergie e pensare a spettacoli che uniscano tecnologia, creatività e performance di alta qualità. Vorrei che questo hub fosse anche un luogo di crescita, una sorta di accademia di formazione, dove si possa lavorare sulla progettazione e la creazione di nuovi progetti culturali, coinvolgendo bambini, giovani e professionisti. Sarebbe un ambiente ove potremmo sviluppare progetti educativi che introducono anche i bambini alla cultura e offrono percorsi di crescita per i giovani artisti e di impiego per i professionisti.
Adriano Cassin

