Sommario
Abstract
Ungaretti si racconta attraverso quattro fiumi, il Serchio, il Nilo, la Senna e l’Isonzo e descrive quattro momenti fondamentali della sua vita.

La Poesia

Ungaretti docile fibra dell’universo
Giuseppe Ungaretti, uno dei poeti più cosmopoliti del panorama italiano del ‘900, di genitori italiani, lucchesi per la precisione, con quattro sole immagini, sintesi estrema di tutta una vita, si racconta attraverso quattro fiumi, ricordati e riproposti uno ad uno, il Serchio, il Nilo, la Senna e l’Isonzo: ed ecco il Serchio, il fiume della sua gente, ed ecco il Nilo, l’Egitto, che l’ha visto nascere nel 1988 e crescere, e poi la Senna, Parigi, dove si trasferisce ancor giovane, luogo di cultura, luogo di adozione, luogo di incontro con il mondo dei futuristi, non solo poeti, ma anche pittori, il mondo, quindi, della migliore avanguardia del ‘900 mondiale, dove si respira l’aria della nuova poesia (il simbolismo, il futurismo) e della nuova arte che stanno indicando la strada del moderno all’intera Europa ed ecco, infine l’Isonzo dove mentre scrive si trova, impantanato nelle trincee, il poeta-soldato durante la guerra del ’15-’18.
Questa poesia di Giuseppe Ungaretti è emblematica innanzitutto dal punto di vista dello stile, perché già subito qualifica l’autore per l’essenzialità, per la stringatezza, per la forma contratta, con ritmi brevi, spezzati, dove ogni parola ha un significato oltre il significato verbale, in quanto ha anche un significato sonoro, dovuto alla sillabazione molto accurata e alla accentazione; questo modo di scrivere versi è stato definito dai critici “poetica della parola”, perché ogni parola è un atomo che racchiude l’intero universo del poeta.
L’essenzialità è per Ungaretti il modo per contrastare la poetica dominante, rappresentata da D’Annunzio, e non solo, ma anche da Carducci, cioè tutta quella retorica che sta impregnando di sé la fine dell’ottocento italiano e gli inizi del novecento.
Ma Ungaretti, quando rientra in Italia, aderisce al fascismo ed è anche interventista e in questo senso risente dell’aria del futurismo, del marinettismo in particolare, con riferimento al fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti e, durante la prima guerra mondiale, è soldato semplice sul Carso; questo spiega la presenza del fiume Isonzo, che scorre tra Slovenia e Friuli, non lontano dalla linea del fronte.
Qui però il poeta Ungaretti si forma dal punto di vista umano, conoscendo il dolore e riconoscendosi come “docile fibra dell’universo” e nasce una poesia profondamente umana, voce universale, che ha una prima compiuta realizzazione in Il porto sepolto, del 1916 e nei successivi Allegria di naufragi, del 1919 e Sentimento del tempo, del 1933, pietre miliari della poesia italiana del ‘900.
Alessandro Cabianca

