Sommario
Abstract
Con la Redazione si è deciso di presentare l’attività culturale di un’associazione dedicata da qualche anno al celebre personaggio padovano Giovanni Battista Belzoni , fondata da una persona curiosa e tenace come Vincenzo Cùnsolo, d’origine siciliana, colpito presto da questa figura di padovano da sempre fuori dagli schemi culturali e accademici . L’ultima sua manifestazione nella sala grande della Biblioteca Civica di Abano ci ha indotti a conoscerlo meglio e approfondire le sue attività recenti e quanto vuole proporre per il futuro.
Intervista
1 – Come e quando si è imbattuto e sentito attratto dal personaggio padovano Giovanni Battista Belzoni?
2 – Per inclinazione personale e formazione culturale, ho sempre avvertito un’istintiva fascinazione per la Storia, specie quando essa si manifesta attraverso figure emblematiche radicate in un preciso contesto territoriale. Giovanni Battista Belzoni ha esercitato su di me, sin dal primo incontro, un’attrazione intensa, quasi abbagliante.
La sua parabola esistenziale, intrisa di ardimento, di genio inventivo e di tragica grandezza, possiede un’aura epica che tocca corde profonde dell’animo e dell’immaginazione.
1 – Lei non è propriamente di origine padovana: che cosa l’ha colpita di questo viaggiatore-esploratore, tanto da intitolargli un’associazione?
2 – Le mie origini affondano nella terra di Sicilia, precisamente a Catania, ma dal 1998 risiedo stabilmente a Padova per motivi professionali. Fu proprio nei primi anni del mio soggiorno padovano che il nome di Belzoni cominciò a tornarmi all’orecchio con crescente frequenza. Ricordo con particolare vividezza un documentario a lui dedicato che, come una rivelazione improvvisa, accese in me una passione travolgente.
Compresi allora quanto la sua figura fosse sottovalutata, proprio nella sua città natale. Così, nel settembre del 2015, assieme a un gruppo affiatato di amici, decidemmo di fondare un’associazione culturale a lui intitolata. Da presidente, ho sentito il dovere morale e civile di dedicarmi con fervore affinché la memoria del “gigante padovano” non venisse dispersa nell’oblio.
1 – Pensa che oggi Belzoni sia stato adeguatamente studiato e stimato per quanto ha compiuto, soprattutto in Egitto?
2 – Per quanto ho potuto osservare nel corso di questi anni di studio e attività divulgativa, devo purtroppo ammettere che Giovanni Battista Belzoni non gode ancora del riconoscimento che gli sarebbe dovuto, specialmente in ambito locale.
A Padova, al di là di una via a lui intitolata – della quale molti ignorano il significato – resta una lapide nella presunta casa natale, laconicamente incisa, priva di contestualizzazione.
Una scuola tecnica porta il suo nome, ma gli stessi studenti spesso confessano di non aver mai ricevuto un approfondimento serio sulla sua figura, poi il medaglione marmoreo in Salone. Un piccolo passo avanti è stato compiuto con la sala egizia del Museo degli Eremitani e con la mostra del 2020 a lui dedicata, purtroppo penalizzata dalla pandemia.
Ma resta ancora molto da compiere affinché Belzoni possa essere oggetto di una riconsiderazione culturale sistematica e pienamente meritata.
1 – Ci dica le principali attività svolte dall’associazione.
2 – L’associazione intitolata a Belzoni è nata nel settembre del 2015, animata dal desiderio di rendere giustizia alla memoria e alle imprese di questo straordinario esploratore padovano. Abbiamo
dato vita al “Progetto Bicentenario”, ripercorrendo le tappe fondamentali del suo itinerario esistenziale ed esplorativo, dal primo viaggio in Egitto nel 1816 sino all’ultima, fatale spedizione che lo condusse alla morte presso la città di Gwato, oggi in Nigeria nel 1823.
Le celebrazioni hanno coinvolto scuole, amministrazioni locali, la Regione Veneto e numerose realtà culturali, fra cui l’associazione “Vecia Padova”, “Inter Artes 1995”, “The Nine Muses Project”, “800 Padova Festival” ecc. Le nostre iniziative hanno avuto eco sui media nazionali come il giornale – La Stampa, i quotidiani come “il Mattino”, “il Gazzettino”, il magazine culturale Padova e il suo territorio di Ronconi, il magazine scientifico Galileo – e su emittenti televisive e radiofoniche regionali. Un sodalizio fecondo si è poi instaurato con l’artista padovana Isawianne, autrice di due opere liriche contemporanee ispirate ai coniugi Belzoni: Sarah. L’assenza nella sua essenza (2023) e The Great Shoes (2025), entrambe tratte dai nostri volumi narrativi. Altri sodalizi che sono stati importanti: con il giornalista scrittore da poco scomparso Paolo Donà, con il quale abbiamo presentato un libro. Con il progettista di itinerari storico-turistici, legati alla città di Padova, Gianfranco Maritan con il quale ho scritto un libro: Sulle Orme di Belzoni in Veneto.
Con la scrittrice giornalista da poco scomparsa, Gaia Servadio, autrice del libro L’italiano più famoso del mondo, (dedicato a Giovanni Battista Belzoni con titolo provocatorio), di cui ho avuto il privilegio di presentare alla libreria Feltrinelli, al Pedrocchi e nell’auditorium del liceo Artistico Modigliani davanti a centinaia di studenti e docenti.
La nostra associazione nel gennaio del 2018, nella splendida cornice di Palazzo Zacco, ha eletto dei soci onorari, per aver contribuito a diffondere l’immagine del nostro Belzoni: Gianluigi Peretti ( pubblicista e scrittore), Alberto Siliotti (scrittore), Marco Zatterin (vicedirettore del giornale La Stampa e scrittore), Pietro Casetta (giornalista), Girolamo Zampieri (ex direttore del Museo degli Eremitani), Patrizia Crema (insegnante), Enzo Siviero (Architetto e ingegnere Rettore dell’Università E-Campus), e Peppe Forti (insegnante e scrittore).
Il secondo grande progetto: il Progetto Clio (Musa della Storia), avviato nell’aprile del 2019, volto a restituire visibilità a figure storiche marginalizzate dalla storiografia ufficiale. Sette le pubblicazioni sinora scaturite, tre delle quali di prossima uscita.
1 – Può illustrarci la manifestazione avvenuta pochi giorni fa nella sala superiore della Biblioteca Civica di Abano Terme?
2 – L’incontro presso la Biblioteca Civica di Abano Terme ha costituito una tappa nella nostra attività associativa. In quell’occasione abbiamo presentato L’ultimo viaggio di un esploratore appassionato, primo volume di una trilogia dedicata ai coniugi Belzoni. Il libro ricostruisce con piglio narrativo e rigore documentario il contesto del primo Ottocento, soffermandosi sul tragico epilogo della vita dell’esploratore. Abbiamo altresì ricordato Sarah Belzoni, in occasione del 155° anniversario della sua morte, sottolineandone il ruolo cruciale, spesso sottaciuto, nelle imprese del marito. Il prof. (UNIPD) Antropologo Franco Viviani, ha evidenziato la vita sociale delle donne egiziane siriane e nubiane, con cui Sarah Belzoni durante i suoi viaggi aveva instaurato un rapporto socioculturale senza precedenti. Durante la serata, abbiamo anticipato i contenuti dei due volumi successivi: The Great Shoes, romanzo storico dalla cifra stilistica brillante, e Opere perse e reperti ritrovati, un testo che narra il rocambolesco smarrimento e ritrovamento di due ritratti dei coniugi, culminando nella pubblicazione – per la prima volta in Italia – di Scritti Massonici redatti da Sarah su indicazioni di Belzoni.
Questi testi, risalenti al 1821, furono pubblicati in lingua inglese da The New York Herald nel 1872 e recentemente tradotti in italiano grazie all’intermediazione con Londra del professor Gianluigi Peretti, una novità sugli interessi dell’eclettico esploratore. Emozionante e acclamata dal pubblico è stata la performance dell’artista Isawianne, che ha proposto un estratto dell’opera ispirata a The Great Shoes, seguita dalla vivace interpretazione teatrale di una scena tratta dal terzo volume, affidata agli attori Davide Ildos e Beatrice Cossio. Un momento di grande impatto emotivo, ironico e tragico.
1 – Avete ulteriori progetti per il futuro per Belzoni, anche per tenerne viva la memoria?
2 – Sì! Il progetto al quale stiamo attualmente lavorando dedicando le nostre energie, è ambizioso e di respiro eminentemente scientifico: intendiamo procedere alla redazione di una biografia critica e aggiornata di Giovanni Battista Belzoni, alla luce delle più recenti scoperte archivistiche e interpretazioni storiografiche.
Abbiamo avviato contatti con studiosi e biografi che da anni si occupano della sua figura, con l’intento di restituire un ritratto completo, rigoroso e al tempo stesso accessibile, capace di far emergere tutta la complessità del personaggio. Una figura, quella di Belzoni, che merita di essere raccontata, non solo negli atenei internazionali anglosassoni, ma finalmente anche nella sua città. Il nostro sottovalutato esploratore, merita lo stesso respiro dei grandi personaggi internazionali, poiché in lui convivono genio, scienza, avventura, arte e destino.
Gianluigi Peretti




