Il racconto della natura in Giovanni Pascoli – seconda parte

Sommario

Premessa

(Dall’articolo precedente) “Una ricognizione complessiva delle piante e degli animali che popolano i Canti di Castelvecchio di Giovanni Pascoli ci permette di conoscere le sue frequentazioni legate, reali o raramente solo letterarie, all’ambiente naturale e di conoscerne il riflesso nell’animo del poeta e di come i rumori e le voci della natura siano componenti strutturanti il linguaggio pascoliano al punto che alcune strofe non si reggono se non con la presenza degli abitanti della natura e fanno quel canto sommesso che domina l’intera raccolta”.

Aggiungiamo a quanto sopra che per Pascoli esiste una specifica partecipazione delle piante alla vita del creato, che determina l’atmosfera del quadro naturale descritto in ogni preciso momento: la gioia, la trepidazione, la solitudine, il dolore, il tempo che passa, il volgere delle stagioni, attraverso i cambi di colore e il ciclo naturale, gemme, fiori, frutti, fino alla spoliazione autunnale, i rumori che fa il vento tra le foglie o la vita nel sottobosco, i profumi delle erbe aromatiche, l’ambiente protettivo di certi boschi, la gioiosità di fiori e frutti.

Rassegna

Le piante (testo di riferimento, Canti di Castelvecchio, edizione del 1943, Milano, Mondadori, n. XVII)

p.3) ulivo: raccolgo l’uguale tributo/ d’ulivo

canne: del rivo/ sonante di canne

p.6 e p. 136) cardo: il vento ha già spiumato il cardo; cardo che s’apre

p.7) faggete, abetine: per le faggete e le abetine

p.8) gemme: Col becco qua e là le gemme/picchia

ischie (pipernie), olmi: Ha il nido qua e là nei buchi/ d’ischie e d’olmi

pino, cerro (quercus cerris): Un’azza è quella con cui squadri/ là. nel verno, il pino e il cerro

p.18 e p.22) timi, mente, mentastri: il profumo/ di timi di mente e mentastri.

p.19) vetrici: cespugli rossi/ di vetrici: il mio luogo alto e segreto

p.20) querciolo: l’ultima (foglia) d’un querciolo secco

p.21) canne, stipa (gramigna): In tanto, tra le canne, tra la stipa

pippoli, gremignoli: due pippoli (bacche) e due gremignoli (tarme)

abeti: Si viene, tu vedi, da bianche/ montagne, da boschi d’abeti

p.22) bussoli, scopeti: si fa questi bruci, che sono/ nei bussoli e negli scopeti…

p.23) grano: col nido tra il grano, per terra

ginepri, merlo: tra i ginepri c’è un merlo che mi fischia

p.24) siepe: ch’io veda soltanto la siepe

valeriane: la mura c’ha piene le crepe/ di valeriane

peschi, meli: Ch’io veda i due peschi, i due meli,/ soltanto

p.25) cipresso: Ch’io veda il cipresso/ là, solo

p.27) erba, rosolacci: crescer l’erba e i rosolacci

p.31) grano: non vogliamo ricordare/ vino e grano

p.41) saggina: ricordi quand’eri saggina (graminacea)

p.50) ginestre: le farfalle rosse/ su le ginestre in fiore

p.51) erba lupina: erba lupina co’ suoi fiori rossi

p.52)     castagno: non meta di vincigli di castagno (teneri rami)

p.53) quercia: la quercia, assai vissuta (e p. 54)

muschi: la secca scorza,/ all’acqua e al sole rifiorì di muschi

p.56) loglio: levano il loglio, scerbano i vecciuli (gambo divelto della veccia)

p.57) sciàmina, gramigna, paternostri: e scentano la sciàmina, cattiva,/ e la gramigna, che rié cattiva,/ e i paternostri, ch’è peggior di tutte (erbe infestanti)

grano: nel bel soppiano dai due godi il grano

guamacci: per là dicon guamacci (è il terzo fieno)

cuccolo: pascono in cento un cuccolo di fiore (bocciòlo)

p.59) muschi: correan pei muschi

p.60) erba lupina: L’altr’anno seminai l’erba lupina

p.61) granturco: già dormiva ognuno,/ sopra le nuove spoglie di granturco

p.66) ninfee: fiorita/ di ninfèe grandi

p.72) grano, granturco: 1) bene egli aveva sementato il grano 2) sopra le nuove spoglie di granturco

p.77) abetina: immobile abetina (bosco d’abeti)

pina: dal crocchiar di qualche pina (pigna in toscano)

p.80) calta e titimalo: la calta sola e il titimalo/ verdegia su l’acqua del fosso (ranuncolacea e euforbia)

meli e marasche: brulli sono meli e marasche

mandorlo: forse il mandorlo ha imbottonato (ha i bocci)

p.81) radiche e pappi (piccoli semi dei pioppi)

p.82) pini e allori: tra i pini e gli allori // nata tra i pini (p. 182)

p.83) quercia: dentro la quercia folta

pesco: ramelli/ del roseo pesco

p.86) timo: guizzavano, udendo l’estate,/ le verdi cicigne tra il timo (serpioline verdi)

vite: la vite gemeva // o che piangi, vite gentile (p.94)

p.87) gelsi: fremevano i gelsi

viole (e p.90): sbattevano gli occhi

p.88) biancospini: vestito di nuovo/ come le brocche dei biancospini

p.89) il ciliegio: che tra il ciliegio salta, e non sa

p.90) il croco: coi petali lilla/ tu chiudi gli stami,/ di fuoco

p.94) i peschi: mentre i peschi mettono il fiore

p.95) i pioppi: com’è buono, alle dita/ l’odore di gemme di pioppi

p.98) il fiume: intesi lo strepere/ cupo d’un fiume

p.100) il pioppo: Non sul pioppo picchia il pennato (il picchio)

p.102) il verbasco e le rose: dove il verbasco/ fa tra le rose // buon odor di rose (p.119)

p.103) il pero e il susino: Là fitto di bianche corolle/ è il pero e il susino

l’albero: andate su l’albero in fiore/ che al vento si dondola e culla!

frumento e lino: là nei campi bacia il frumento,/ soffia tra il lino!

i cardi: fa che venga l’anima ai cardi

le viti: che le viti tengano il raspo

p.104) gelsi: s’odono tanti stornelli/ di sui gelsi

p.105) il timo: e dolce più del timo/ e più puro dell’acqua era il suo canto

p.109) edera, rovo, ulivo: l’ulivo che agli uomini appresti/ la bacca ch’è cibo e ch’è luce

p.110) ulivo: l’ulivo che ombreggi d’un glauco/ pallore e 111 l’ulivo che soffre

  1. 98, p. 106, p. 116, p. 200) cipressi: vidi un filare/ di neri cipressi; abita presso/ il brusio d’una fonte e d’un cipresso; il cipresso/ freme di nuovi brevi bisbigli; cipresso pieno d’anime; in questa tela, sotto il cipresso,/ accanto alfine ti dormirò

p.116) pioppi: fino su l’alte cime dei pioppi

p.117) gelsomino notturno

viburni, farfalle: sono apparse in mezzo ai viburni/ le farfalle crepuscolari

p.119) sanguini e acace: tra il folto,/ là, dei sanguini e delle acace

p.122) grano: quando apparisce l’oro nel grano

p.128) grano: donde non sento/ se non le reste brusir del grano

p.135) castagni: sotto i castagni

p.136) foglia: udir soltanto foglia che si crolla

ciclamini: tra i poggi ornati di ciclami

p.137) faggio: qualche breve/ frasca di faggio

macole e more: il fanciullo che cogliea nel folto/ macole e more

p.139 e p. 141) pioppi: fanno rumor di pioggia/ le fogline dei pioppi; le tremule foglie dei pioppi

p.152) vilucchino e passiflora

p.156) verbene, cedrina: su pei muri tanta cedrina

biancospino: dietro siepi riquadre/ di biancospino

gigli e giaggioli: io non credeva, fuori che in sogno,/ fossero altrove gigli e giaggioli

catalogno: il dolce odore del catalogno

lazzeruoli: gli agri pomi de’ lazzeruoli

mimosa, pioppo, cedro: … ch’è morto

p.158) rusco (pungitopo): il vostro nido messo tra il rusco

musco (muschio): il molle nido pieno di musco

p.165) erica: cuce/ tra l’erica bassa

p.175) faggi: che tra i faggi piccolo e nero/ si vede e non si vede più

p.176-178) gerani: i miei gerani/ più non hanno che i becchi di gru.

rose: il rosaio qui non fa più rose // traspariva color di rose (p.208)

mimose: volerete sopra le mimose

p.179) ciliegio: che fosse già colto, anzi, il ciliegio

p.180) timo: odor di timo

melo: che di rosa si tingesse il melo

lauro e busso: tra le mani che sentian di lauro/ e di busso

p.185) pioppi: sussurravano i pioppi del Rio Salto

p.187) pioppi: seguitasti la via tra gli alti pioppi

p.195) trifoglio: inondata di rosso/ la terra dal fior di trifoglio; tra campi di rosso trifoglio (p.196)

pruno: nel soffice fosso/ le siepi di pruno in rigoglio

pioppi: e i pioppi a mezz’aria

moro (morus alba, il gelso?): tra i rami giallicci del moro

p.196) fiengreco: tra campi di giallo fiengreco

p.201) mimosa: sotto il verde ombrello/ della mimosa in fiore

rose rampicanti: tutta fiorita al muro/ di rose rampicanti (e p.204)

bergamotte e cedri: lungo le bergamotte/ e i cedri del viale (e p.204)

p.202) peonie, giaggioli: sulle peonie rosse/ e sui giaggioli azzurri (e p.203)

trifoglio: al sangue del trifoglio

lino: presso il celeste lino

p.205) olmi: tra il nereggiar degli olmi

biancospino: vidi una massa buia/ di là del biancospino

thuia, ippocastano, pino

p.207) bussi (bossi): tra questi bussi è la mia strada

acacie: tra quelle acacie in fiore

p.208) rose: traspariva color di rose

p.210) alga: un mucciarello d’alga presso il mare

p.211) crisantemi: venir tra i crisantemi/ vedo la rossa veste di Gesù!

p.213) muschi, erbe: giaciglio/ fatto di muschi e d’erbe

viti: oltre un filare/ di viti

p.215) rose: chi venne in pia soavità di rose/ alla sua pace?

p.221) crisantemi: che fanno là, presso la muta altana,/ i crisantemi

p.223) abeti: frusciavan alto i vecchi abeti tristi

tassi: brusivan cupo i vecchi tristi tassi

tigli, ornelli: foglie secche, i passi,/ cadute ai vecchi tigli, ai vecchi ornelli

p.225) cipressi, castagni: file/ d’alti cipressi tra i castagni roggi

platano: quando una foglia/ secca di platano

p.227 narcissi: narcissi d’oro, candidi narcissi

p.228 erbe, narcissi: fin che piace/ alla falce che agguaglia erbe e narcissi

p.229 peri: i quattro peri che piantai nell’orto

quercia, musco, edera: la quercia ha il musco e l’edera, di verde

p.230 peschi, albicocchi: e fiorirono i peschi e gli albicocchi

mandorlo, susino: era fiorito il mandorlo e il susino

melo: metteva il melo foglie e fiori a gli occhi

arbusti: poveri arbusti! E si riprovan ora./ Oh, videro fiorire anche le spine!

avena: io sento il suono dell’antica avena

p.231 grano: il seme è poco, ma fa tanto grano

Alessandro Cabianca

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