Tarcisio Mazzarotto, arciprete di Abano, pastore d’altri tempi

Abstract

In quest’articolo, l’autore traccia un breve profilo del sacerdote rimasto nel cuore di tanti aponensi.  Arciprete, vicario foraneo, Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, monsignor Mazzarotto resse la parrocchia del duomo per quasi quarant’anni. L’Amministrazione Comunale, nel giugno 2015, gli dedicò una piazza.

Abano Terme, il Giardino dei Giusti

Opere, atti eroici ed onorificenze

         Una figura carismatica della comunità di Abano Terme (PD) fu monsignor Tarcisio Mazzarotto, arciprete del duomo di San Lorenzo dal 1948 al 1987. Durante il  suo lungo parroccato, ebbe a promuovere numerose opere di rilievo, come, ad esempio, la “Sala della Comunità” (poi divenuta Cinema-Teatro “Marconi”), il rifacimento e la ristrutturazione della facciata della chiesa che, nel 1967, assunse l’attuale aspetto in stile neoclassico, la realizzazione di una scuola materna, la trasformazione e l’ammodernamento della canonica, l’artistico presepe allestito sul sagrato in occasione del Natale 1980, il progetto della costruzione della parrocchiale del Sacro Cuore, al centro della città termale…

         Insignito, nel 1970, dell’onorificenza di Grand’Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Mazzarotto era un prete coltissimo, dall’aspetto serioso ma dall’indole generosa. Le persone di una certa età ricordano episodi che fecero scalpore, soprattutto per il suo coraggioso impegno durante la seconda guerra mondiale. In particolare, raccontano di un suo atto eroico, per aver protetto e salvato molti perseguitati e ricercati dal regime nazi-fascista, tra cui ebrei, partigiani ed oppositori politici.

Dopo la sua morte, infatti, i cittadini presentarono al sindaco una petizione e, il 6 marzo 2025, l’Amministrazione Comunale, in occasione della XIII Giornata dei Giusti dell’Umanità, provvide a scoprire una targa a lui dedicata.

Lettere ai giovani parrocchiani emigrati all’estero

Targhe commerative nel Giardino dei Giusti di Abano Terme

         Ma facciamo un passo indietro. Nei terribili anni del conflitto mondiale, da vero pastore d’anime, l’arciprete teneva corrispondenza con i ragazzi che, non essendo riusciti a trovare un’occupazione negli alberghi della zona termale, avevano preferito emigrare per consolidare la loro preparazione professionale. Erano, per lo più, camerieri, trasportatori di fango termale, massaggiatori e fattorini (il noto Istituto Alberghiero “Pietro d’Abano”, per la formazione di personale specializzato, sarà inaugurato nel 1959).

         Con il “globetrotter” Matteo Galvan, giovane che ebbe la ventura di girare il mondo sui più rinomati transatlantici, di ricoprire rilevanti incarichi nei più prestigiosi “hôtels” internazionali e di progredire in carriera tanto da diventare “Grande Maestro della Ristorazione”, monsignor Mazzarotto, tra il 1950 e il 1987, tenne una fitta corrispondenza. Il carteggio fu inserito in un libretto intitolato “Lettere, note e riflessioni nella corrispondenza fra Tarcisio Mazzarotto e Matteo Galvan” e venne pubblicato nel 1993 a cura del prof. Francesco Aldo Barcaro: raccoglieva messaggi di sorprendente attualità.

         Si trovava a Londra, infatti, Galvan, quando il Papa decretava il dogma dell’Assunta nel 1950, ed era a Roma nell’Anno Santo, dove si celebrava il primo Giubileo del dopoguerra, che attrasse nella capitale milioni di pellegrini. Per combinazione, sostava nell’Urbe quando fu sfregiata la statua della Pietà il 21 maggio 1972. “Le confesso – scriveva il “maître d’hôtel” – che ho pianto come se avessero attentato alla vita di una persona di famiglia. Hanno assassinato la Pietà”.

         Le lettere giungevano da ogni parte del mondo: dalla Svezia, dagli Stati Uniti,  dall’Inghilterra, dalla Spagna, da Roma. A tutte rispondeva monsignor Tarcisio con uno stile incisivo e sintetico, sottolineando le preoccupazioni pastorali verso i figli lontani con toni spirituali profondi.

         In molte di esse, ricorreva la raccomandazione di non perdere la Fede e di fuggire le cattive compagnie. Si racconta che Galvan fosse presente alla cerimonia delle “nozze d’oro con la Chiesa” dell’arciprete di Abano. Con un gesto significativo s’era tolto il collare di “gran maestro d’Inghilterra e d’Europa” e gliel’aveva offerto. Don Tarcisio, dopo alcuni attimi di perplessità, lo prese con un malinconico sorriso, quasi a dire: “Perché lo fai?”. Aveva, infatti, 81 anni ed era prossimo al grande passo.

         Monsignor Mazzarotto morirà nel 1991, compianto da tutti gli aponensi, poiché la sua eredità umana fu contrassegnata “dalla capacità d’aver unito la comunità parrocchiale e civile attraverso opere concrete ed una presenza costante durante il suo lungo mandato”.

Abano Terme, Giardino dei Giusti, Manifesto commemorativo

Enzo Ramazzina

Written by