Goethe a Padova: il Prato della Valle

Abstract

Proseguendo con le citazioni dal Viaggio in Italiadi Goethe ecco la descrizione di Prato della Valle che mostra l’attenzione di questo grande nel descrivere i particolari della piazza senza trascurare di segnalare quello che ‘disturbava’ un così importante monumento.

Citazione

“La piazza maggiore della città denominata Prato della Valle, è ampissima, ed ivi nel mese di giugno si tiene la fiera. Vi sono per dir vero nel centro catapecchie in legno, di tutt’altro che bello aspetto; se non che mi si assicurò, che fra poco verrà ivi costrutta una fiera in muratura come quella di Verona, e già si scorgono attorno alla piazza le fondazioni di portici, i quali promettono far buonissima figura.
Si scorge in quella uno spazio di forma elittica, circondato da statue d’uomini illustri, i quali, o nacquero a Padova o coprirono una cattedra nell’università di questa. È permesso a qualunque cittadino padovano o straniero, innalzare in quella località una statua di una certa altezza prestabilita, ad un congiunto o connazionale; basta che sia provato il merito della persona, non che lo avere dessa appartenuta all’università locale. Quello spazio elittico è circondato da un fossato ripieno d’acqua, e sui quattro ponti sovraposti a questo sorgono statue colossali di Papi o di dogi; le altre di proporzioni minori, furono eretti da corporazioni, da stranieri, e da privati. Il re di Svezia vi fece allogare la statua di Gustavo Adolfo, a motivo dell’avere questi, a quanto si assicura, ascoltata una volta una lezione nell’università di Padova. Il gran duca Leopoldo vi eresse le due statue di Petrarca e di Galileo. Tutte quelle statue sono opere pregevoli di scultori moderni, alcune forse alquanto manierate, improntate però di molta naturalezza, tutte poi nel costume del tempo a cui appartengono, non che colle insegne delle dignità sostenute dalle persone che rappresentano. Anche le inscrizioni sono in generale degne d’encomio; nulla vi si rinviene di esagerato, o di puerile. Questo pensiero sarebbe stato felice in qualsiasi università; in questa poi si deve dire felicissimo, imperocchè la si può gloriare di uno splendido passato. In complesso, questa piazza sarà bellissima, allorquando vi si saranno atterrate le catapecchie in legno che la deturpano, e vi si sarà sostituita la fiera progettata in muratura”.
(1)

Se volessimo commentare questo grande scrittore diremmo che, mentre è da concordare sulla vista non proprio gradevole delle ‘catapecchie in legno’, che deturpavano la bellezza della piazza, forse l’idea della ‘fiera in muratura’ sarebbe stata anche peggio. A noi Prato della Valle piace con il verde del prato e l’ombra degli alberi.

La redazione

Note

1) Da Johann Wolfgang von Goethe – Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87. Traduzione dal tedesco di Augusto Nomis di Cossilla (1875)

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