Viaggio in Italia di Goethe (terza parte)

Abstract

Goethe nel suo soggiorno a Padova descritto nel Viaggio in Italia ci racconta le sensazioni provate di fronte ai monumenti della città e alle sue bellezze; già abbiamo riportato le sue impressioni all’arrivo in città, la visita all’Osservatorio e la descrizione di Prato della Valle, ora riportiamo il suo stupore di fronte alla grandiosità del salone del Palazzo della Ragione, la sorpresa per le scomodità degli studenti universitari al Palazzo del Bo, dovute agli spazi ristretti e, soprattutto, l’inadeguatezza per lo studio della anatomia del Teatro anatomico, oggi tra i più decantati al mondo.

Il Palazzo della Ragione

“La sala d’udienza del palazzo municipale, denominata a buon diritto il salone, si è lo spazio chiuso il più vasto che si possa imaginare, e tale, che è duopo averlo visto, per potersene formare un’idea. È lungo trecento piedi, largo cento, e l’altezza della volta nel centro è parimenti di cento piedi. Queste popolazioni sono talmente assuefatte a vivere all’aria libera, che l’architetto ideò di chiudere e di coprire una piazza, la quale potrebbe servire per tenervi un mercato. E fuor di dubbio che questa immensità produce grandissimo effetto. Si accosta all’idea dell’infinito, la quale è consentanea all’uomo, quanto quella del firmamento. Questa ci fa uscire dalla nostra cerchia, quella dolcemente vi ci respinge”.

Il Bo

“L’edificio dell’università mi ha quasi spaventato, ad onta della forma di quella, colla sua imponenza, e mi rallegro di non avervi dovuto fare i miei studi. Non si può imaginare una tale ristrettezza di scuole quando si fu studente in un’accademia di Germania, tuttochè si abbia pure dovuto stare a disagio, sui banchi di quella.

Il Teatro Anatomico

Il teatro anatomico specialmente, si può dire un modello dell’arte di pigiare gli scolari, gli uni contro gli altri. Gli uditori sono collocati gli uni sopra gli altri in una specie d’imbuto profondo, e ristretto. Devono gettare dall’alto i loro sguardi sullo spazio ristretto dove sorge la tavola, priva di luce, in guisa che il professore deve fare le sue dimostrazioni al lume di una lampada”. (1)

Note

1) Da Johann Wolfgang von Goethe – Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87. Traduzione dal tedesco di Augusto Nomis di Cossilla (1875) in Wikisource. https://it.wikisource.org/wiki/Ricordi_di_viaggio_in_Italia_nel_1786-87/Parte_I/Da_Verona_a_Venezia

La Redazione

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