I vegri, spettacolo primaverile di orchidee e ambienti da tutelare

Abstract

Il Parco Regionale dei Colli Euganei sta portando avanti una serie di progetti per la tutela e lo studio di questi angoli di biodiversità. Uno degli spettacoli che i dolci pendii dei Colli Euganei offrono durante la tarda primavera sono le decine di orchidee spontanee che fioriscono colorando i vegri, presenti soprattutto nei versanti esposti a meridione.

I vegri

I Vegri, Colli Euganei

Come è noto, con il termine “vegro”, usato comunemente nel territorio dei Colli Euganei, si individuano praterie aride identificate a livello europeo come “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)”, aventi origine seminaturale, un termine riconosciuto con il codice habitat 6210 di Rete Natura 2000. Con questo termine si intendono formazioni prative di origine antropica; nel nostro caso, il vegro corrisponde a una prateria instauratasi su territori abbandonati dalla gestione umana, in particolare dall’attività legata all’agricoltura e alla pastorizia. La naturale evoluzione porta (dovrebbe portare) a una fase climax, formata da boschi termofili di roverella (habitat 91H0). La rinaturalizzazione avviene in maniera progressiva; dapprima si insediano le specie erbacee, tipiche del vegro (principalmente graminacee, composite e leguminose), successivamente, si assiste all’ingresso della componente arbustiva, (biancospino, pruno spinoso, rosa canina, ginepro, viburno, ginestra), che preparano l’arrivo delle specie prettamente arboree (roverella, orniello, carpino nero). Tuttavia la presenza umana ha influito negativamente su questa scala evolutiva, introducendo specie alloctone, oramai naturalizzatesi. Per questo motivo, spesso i vegri, risultano inarbustati, più che da scotano, frassino, roverella, ginepro, da boscaglie di robinia, ailanto, che portano alla formazione di boschi monospecifici, dove anche le specie animali hanno difficoltà a viverci, abbassando quindi il livello di biodiversità, e diventando, in definitiva, un’involuzione, piuttosto che un’evoluzione.

Aspetti naturalistici e storici

Pur essendo quindi una formazione vegetale di transizione, dinamica per quanto riguarda l’evoluzione naturale, il vegro risulta essere importante da due principali punti di vista: quello naturalistico e quello storico.Dal punto di vista naturalistico costituisce una fitozoocenosi complessa il cui substrato ideale è costituito dalle ondulazioni calcaree, perciò molto permeabili, tanto da permettere la presenza di sole essenze xerofile, ossia amanti del caldo e della siccità, esse tuttavia, durante la tarda primavera, contribuiscono a mettere in risalto i vegri che manifestano la loro bellezza determinata dalle tante specie che ne connotano la ricchezza; sono presenti infatti molte specie vegetali come il Forasacco Eretto (Bromus erectus), il Paleo Rupestre (Brachypodium rupestre), il Paleo Alpino (Koeleria pyramidata) e la composita Assenzio Maschio (Artemisia alba) insieme alle orchidee di cui è stata censita la presenza di oltre venti specie diverse. E sono loro a qualificare la tipologia e la qualità del vegro, in quanto alcune sono più frequenti e altre più rare tra cui l’Orchidea Omiciattolo (Orchis simia), l’Orchidea Farfalla (Orchis papilionacea), il Barbone (Himantoglossum adriaticum) specie rara e sottoposta a protezione a livello europeo, l’Orchidea maggiore (Orchis purpurea), la Vesparia (Ophrys apifera) e l’Ofride del Benaco (Ophrys benacensis). Nelle zone il cui il cotico erboso non è presente, cosa che può essere determinata sia da motivi naturali (ruscellamento delle acque piovane), sia dalla presenza dell’uomo (motocross) è possibile rinvenire anche la rara Ruta patavina (Haplophyllum patavinum), unica presenza per il territorio Italiano. La sua fioritura può essere ammirata, da un occhio attento, all’inizio dell’estate, solo in queste chiarie calcaree. Questo grande numero di specie vegetali presente, permette di ospitare molte specie animali: insetti e vertebrati che, a volte, solo in questi spazi riescono a trovare il loro habitat naturale.È il caso di diverse specie di farfalle, del Cerambyx cerdo, della Scolopendra cingulata fino ad arrivare ai rettili come il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata); il biacco (Hierophis viridiflavus) o gli uccelli come il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il Biancone (Circaetus gallicus) o l’Ortolano (Emberiza hortulana).

Orchidea Omiciattolo, Colli Euganei

1 – Dal punto di vista naturalistico costituisce una fitozoocenosi complessa il cui substrato ideale è costituito dalle ondulazioni calcaree, perciò molto permeabili, tanto da permettere la presenza di sole essenze xerofile, ossia amanti del caldo e della siccità, esse tuttavia, durante la tarda primavera, contribuiscono a mettere in risalto i vegri che manifestano la loro bellezza determinata dalle tante specie che ne connotano la ricchezza; sono presenti infatti molte specie vegetali come il Forasacco Eretto (Bromus erectus), il Paleo Rupestre (Brachypodium rupestre), il Paleo Alpino (Koeleria pyramidata) e la composita Assenzio Maschio (Artemisia alba) insieme alle orchidee di cui è stata censita la presenza di oltre venti specie diverse. E sono loro a qualificare la tipologia e la qualità del vegro, in quanto alcune sono più frequenti e altre più rare tra cui l’Orchidea Omiciattolo (Orchis simia), l’Orchidea Farfalla (Orchis papilionacea), il Barbone (Himantoglossum adriaticum) specie rara e sottoposta a protezione a livello europeo, l’Orchidea maggiore (Orchis purpurea), la Vesparia (Ophrys apifera) e l’Ofride del Benaco (Ophrys benacensis). Nelle zone il cui il cotico erboso non è presente, cosa che può essere determinata sia da motivi naturali (ruscellamento delle acque piovane), sia dalla presenza dell’uomo (motocross) è possibile rinvenire anche la rara Ruta patavina (Haplophyllum patavinum), unica presenza per il territorio Italiano. La sua fioritura può essere ammirata, da un occhio attento, all’inizio dell’estate, solo in queste chiarie calcaree. Questo grande numero di specie vegetali presente, permette di ospitare molte specie animali: insetti e vertebrati che, a volte, solo in questi spazi riescono a trovare il loro habitat naturale.È il caso di diverse specie di farfalle, del Cerambyx cerdo, della Scolopendra cingulata fino ad arrivare ai rettili come il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata); il biacco (Hierophis viridiflavus) o gli uccelli come il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il Biancone (Circaetus gallicus) o l’Ortolano (Emberiza hortulana).

2 – Dal punto di vista storico mette in evidenza e mantiene i segni di una vecchia attività umana, basata sulla cultura agricola.

Il Parco colli per la tutela dei vegri

I vegri sono dunque “Formazioni erbose secche seminaturali etc.”, come citato sopra, protette, che non possono andare perse. Ma la minaccia non proviene sempre dall’esterno, nel caso dei vegri è la stessa natura a modificarne il destino, in quanto rappresentano una transizione verso sistemi ecologici più complessi.

Per questo motivo il Parco Regionale dei Colli Euganei nel passato, per mezzo dei finanziamenti di un progetto “LIFE” è intervenuto in molte aree con il fine di preservare l’habitat 6210. L’Ente Parco ha inoltre in programma nel prossimo futuro di intervenire sui circa 8 ettari di vegro presenti sul Monte Cecilia, nel comune di Baone, recentemente acquisiti dall’Ente; sono stati programmati interventi di sfalcio, una volta l’anno dopo il mese di giugno, la lotta all’inarbustimento, togliendo o diradando le essenze non compatibili con il vegro, e la risemina delle aree rimaste spoglie attraverso la “tecnica del fiorume”, ossia con il riporto del materiale di sfalcio ricco dei semi originali del prato. Lo stesso progetto prevede una fase informativa avente la finalità di sensibilizzare nei confronti di queste oasi della biodiversità i diversi portatori di interesse che frequentano i Colli Euganei; in tal senso verranno organizzati degli incontri in sedi sparse sul territorio e nelle scuole. La cultura infatti rappresenta sempre il primo stadio del rispetto e della valorizzazione di un patrimonio così qualificante per le alture padovane.

Progetti di preservazione e ripopolamento

“Nel prossimo futuro – afferma il Vicepresidente del Parco Regionale dei Colli Euganei, Antonio Scarabello – stiamo valutando la possibilità di attivare una convenzione con l’Università “La Tuscia di Viterbo” che vanta una particolare esperienza in materia. Tale collaborazione avrà il duplice scopo di poter conservare i semi di alcune delle orchidee più rare, utilizzando la banca del germoplasma dell’Università, e contestualmente di coltivare piantine di orchidee nate in vivaio da semi raccolti in campo, che verranno introdotte in aree campione, soggette a monitoraggio, per valutare la bontà dell’operazione di impianto di soggetti cresciuti in serra”.

Va infine sottolineato che il rispetto del territorio dipende soprattutto dalla sensibilità di chi lo frequenta.

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La redazione ringrazia l’Ufficio stampa del Parco Regionale Colli Euganei per alcune informazioni fondamentali riportate nell’articolo e per le foto. 

La Redazione