Profilo di Bino Rebellato

Abstract

Bino Rebellato (Cittadella, 1914-2004) è stato per molti decenni – dal dopoguerra fino al 2001 – un generoso e instancabile promotore culturale. Noto soprattutto per la sua attività di editore è stato anche giornalista letterario e raffinato poeta, uno dei protagonisti di un periodo rilevante della cultura veneta e italiana.

Il lavoro

Rebellato, nella sua Cittadella – da cui non sempre ha avuto la riconoscenza che gli sarebbe spettata – ha organizzato un importante Premio internazionale di poesia, mostre d’arte e ha contribuito a far associare gruppi di giovani artisti di cui è stato mentore. Ha fondato nel 1952, e diretto fino al 1973, una piccola ma assai conosciuta casa editrice, che si affermò negli anni per la finezza delle scelte editoriali e l’eleganza delle sue pubblicazioni (tra gli autori da lui editi Dino Buzzati, Enzo Dematté, Mario Stefani, Aldo Palazzeschi, Grazia Deledda).Fondò e diresse altre iniziative, come il Premio di poesia religiosa a Camposampiero, di cui fu presidente per alcune edizioni cedendo poi la guida a padre David Maria Turoldo, anche qui cogliendo le urgenze del dibattito degli anni post-conciliari sul rapporto tra arte e cristianesimo.

I contenuti

Bino (così era per gli amici), da giornalista letterario, scrittore, e poeta, ha sempre rifuggito dai palcoscenici e dalla corone d’alloro. I suoi versi – citiamo per tutte le raccolte “Da una profonda immagine” (1980), “L’altro in noi” (1983) e “Non ho mai scritto il verso” (1994), tutte edite da Rusconi – hanno spaziato su temi molteplici, cantati ora in lingua, ora nel dialetto cittadellese d’inizio Novecento (oggi non più parlato) ora in un originale e coraggioso innesto tra le due lingue. Dall’iniziale ispirazione derivante dalla sua campagna e dalla vita poverissima dei contadini è passato ai versi sulla Resistenza (Bino comandò una brigata partigiana tra Cittadella e il Bassanese);   dal paesaggio montano ispiratore di confronti ascetici si è spostato verso il tema più caro al poeta, quello dell’ “altro in noi” e del dialogo con il trascendente.”Rebellato sembra essere dominato dall’idea, dalla certezza di un eterno presente”, scrisse delle sue poesie Diego Valeri; e così Andrea Zanzotto: “La poesia di Rebellato nasce da un’umiltà che è poi nobilissima perché non rinuncia ad uno sguardo all’alto e al tutto”.

Un altro spazio un altro tempo *

Al rivelarsi di una voce
che non ha suono,
non umana parola,
sopraggiunge a ripetere la terra
un altro spazio.

Riscattato nei doni
della sua leggerezza
ci sommuove lontani silenzi
un altro tempo dentro noi ignoto;

un tempo che dilata
il nuovo giorno
sopra la rossa cinta delle torri;
annienta la pianura.                                  

* da L’altro in noi

Enrico Grandesso

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