Quando reperti (Lapidei) convalidano fonti scritte

Abstract

Alcuni storici del periodo romano ci parlano degli Euganei e dei Dripsinates anche se non mettono in relazione gli uni con gli altri. Ragionando sul filo della logica e con una valutazione geografica e storica della loro presenza lo fanno storici più vicini a noi. Abbastanza recentemente sono state scoperte tre lapidi, una conservata presso il museo di Gavardo che riporta il nome di un personaggio patrono dei Vardagatesi e dei Dripsinates, una seconda scoperta a Napoli che riporta il nome di un legionario detto dripsinate  ed una terza ritrovata a poca distanza dall’attuale centro di Trissino, denominazione che si avvicina molto a Dripsinate; questo personaggio è detto della tribù Collina e duumviro, cioè capo della comunità. Questo forse ci aiuta a levare un velo su popolazioni che hanno abitato i nostri luoghi in tempi piuttosto remoti.

Il racconto degli storici

Storici del periodo romano scrissero dei Dripsinates e delle Euganeae gentes. Plinio il Vecchio riprendendo da Catone ci informa che gli Euganei, cacciati dai Veneti come riferisce anche Tito Livio che a sua volta aveva ripreso da Sofocle, si erano rifugiati nelle vallate alpine dove, sempre secondo Plinio, avevano fondato trentaquattro oppida. I monti tra il Veronese ed il Vicentino sono i Lessini e ai confini orientali dei Lessini si trova la valle dell’Agno. Lo storico Scipione Maffei nel Settecento e Plinio Fraccaro nel Novecento sostengono che una delle 34 comunità citate dagli storici romani si fosse insediata nella valle dell’Agno e la individuano nella comunità dei Dripsinates. A ben considerare è indubbia l’assonanza di Dripsinum con Dresseno, una probabile sua corruzione documentata per la prima volta nel Codice diplomatico padovano il 6 gennaio 1090,  divenuto poi Trissino, dove sopra il colle scavi abbastanza recenti hanno portato alla luce importanti insediamenti fin dall’età del ferro, con una grande struttura interpretata come santuario; altre indagini al piano per mezzo di strumenti non invasivi hanno svelato la presenza di una cittadina delle dimensioni di metà di Pompei; sempre nelle vicinanze del paese una lapide attesta la presenza significativa di un procuratore imperiale.

Una immagine del vecchio centro di Trissino (Trissino alta)
dove  sono stati scoperti antichi insediamenti

Il ritrovamento di tre lapidi

Ma veniamo alle lapidi che ci interessano. Nel 1938 lungo il greto del torrente Agno in secca, a San Martino di Brogliano, a pochi chilometri da Trissino è stata rinvenuta una lapide dedicata a Lucio Heio Calaesio e alla moglie Gellia Quartina Seconda. L. H. Calaesio è detto della tribù Collina ed è ricordato come duumviro. Questo ci dice che la comunità  di cui ricopriva una carica di vertice non godeva dei pieni diritti di cittadinanza romana diversamente dalla città di Vicenza attribuita alla tribù Menenia con un collegio apicale di quadrumviri.

Una terza lapide dedicata  al legionario Lucio Vottonio Saturnino, chiamato dripsinate, appartenente pure lui alla tribù Collina è stata trovata a Pompei.

Conclusioni

I Dripsinates, che fino a poco tempo fa esistevano soltanto in quanto citati negli scritti di alcuni storici antichi trovano in reperti lapidei una oggettiva conferma della loro esistenza; a questo possiamo aggiungere, con un certo beneficio di dubbio se vogliamo, che essendo citato nella lapide di Pompei L. V. Saturnino come dripsinate della tribù Collina, come della tribù Collina era L. H. Calaesio, uno dei capi di un villaggio della valle dell’Agno, i Dripsinates trovano una loro collocazione proprio in detta valle anche per una chiara assonanza tra Dripsinates e Dresseno, documentato per la prima volta nel 1090, ma si sa come prima del Mille i documenti siano quasi inesistenti.

Federico Cabianca

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