Ricordo di Maria Irma Mariotti di Alessandro Cabianca e Marica Rossi

Testimonianza di Alessandro Cabianca

Una cara amica e una grande giornalista e scrittrice ci ha lasciato. Sua capacità più grande era di fare rete, di mettere in relazione persone con interessi culturali i più disparati, con intelligenza e generosità. Ha contribuito alla nascita del Gruppo90-ArtePoesia di Padova nell’anno 1989, creando occasioni di scambio culturale e facilitando eventi che, a Cortina, Trieste, Verona e Padova nell’ultimo decennio del secolo scorso e nel primo del secolo presente. Memorabili alcuni suoi scritti sulla pagina culturale della Gazzetta di Parma. Collaborò anche con Il Sole-24 Ore e scrisse per Il Gazzettino. Ma il suo impegno giornalistico si è esteso a giornali nazionali e a molti periodici regionali, come scrive Marica Rossi nella testimonianza che segue, senza tralasciare “Candido” dove la sua ironia trovava il palcoscenico ideale.  Carattere spigoloso, sapeva farsi riconoscere per il sarcasmo con cui “metteva a posto” nelle lunghe conversazioni tra amici chi, anche personaggi noti o famosi, interveniva senza precisa conoscenza dei fatti che lei, con eccezionale memoria, dispiegava fin nei particolari meno conosciuti e più curiosi, con una capacità affabulatrice che incantava. Ne sono prova i suoi racconti, ricchi di aneddoti, briosi e disincantati, che diventavano, attraverso la descrizione di particolari curiosi, tic o stravaganze, la fotografia di un certo ambiente o di una categoria umana. Padova sorprende, che ha già ospitato uno stralcio di un suo articolo su Belzoni uscito sulla “Gazzetta di Parma”, le dedicherà un incontro che sarà la scoperta di una vera scrittrice.

Ricordiamo le sue pubblicazioni:

Racconti cortinesi, CLEUP, 2013;

Il cappotto dell’ambasciatore (1994 – con disegni di Enzo Forese); La borsetta (1996 – con disegni di Aldo Andreolo); Il feticcio (2000 – con disegni di Gianmaria Potenza); Rachele (2003), tutti per il Centro Internazionale della grafica di Venezia.

Un numero monografico dal titolo Lo specchio di Maria Irma le è dedicato in I quaderni di AltaVita-Ira (Nuova Grafotecnica – Casalserugo) con un album fotografico che documenta le sue importanti frequentazioni: Milena Milani, Andrea Zanzotto e Marisa Michiel Zanzotto, Marta Marzotto, Buci Soppelsa, Paolo Barbaro, Luciano Bonello e alcuni tra i molti ospiti di Cortina: Carlo Sgorlon, Roberto Gervaso, Paolo Villaggio, Iva Zanicchi, Tinto Brass, Gian Antonio Stella.

Antonella Ungaro, Alessandro Cabianca e Maria Irma Mariotti

Testimonianza di Marica Rossi

Maria Irma Mariotti, da allieva di Andrea Zanzotto a “femme de plume”: una firma del giornalismo italiano.

Il credere nella scrittura perseguita con passione potendo contare sul talento, la formazione con un maestro come Zanzotto, suo professore di liceo, e l’attenzione per l’arte in ogni sua espressione resa acuta grazie alle frequentazioni d’alto lignaggio, è la cifra della sua personalità di intellettuale sempre aggiornata. Maria Irma Mariotti giornalista di lungo corso a ottantanove anni è mancata a Padova, la sua città di adozione, ai suoi cari, al mondo della cultura venerdì questo freddo fine settembre lasciando un bellissimo e vivo ricordo.

Grande donna, femme de plume incisiva e severa ma non moralista, ha scritto belle pagine anche di narrativa. Lo si è visto l’ultima volta una decina di anni fa ne “I racconti cortinesi” edito da Cleup in lizza per la ‘Montagna dei libri’ Premio Cortinese diretto da Francesco Chiamulera che

ne è l’anima e ha gran successo a vasto raggio. In quella occasione s’è avuta prova di quanto Maria Irma abbia avuto con Cortina un rapporto viscerale. Non solo perché vi è nata e vi ha trascorso gli anni della verde età, ma per come l’ha omaggiata con la sua scrittura tersa come l’aura ampezzana e tagliente come le rocce delle dolomiti che le fanno corona. Lì si è apprezzato una volta di più il suo dire cristallino, punto d’incontro del contenuto etico con la forma, che ha affascinato specie quando ha espresso sentimenti di umana solidarietà per chi è vittima del cinismo eleggendo la mondanità a propria regola di vita.

Pungente, ironica, talora divertente ma sempre autentica, Maia Irma fu premiata nel 2019 col riconoscimento dell’Ordine dei Giornalisti dedicato a chi supera mezzo secolo d’impegno professionale. Il Sole24Ore, Lo Specchio, La Gazzetta di Parma, Il Cagliaritano, 7giorni Veneto e altre testate l’hanno vista attiva con i suoi articoli di cronaca, arte e attualità. A Padova e nel Veneziano come al Museo Nazionale Villa Pisani a Stra, ha collaborato anche come curatrice di eventi e mostre, ovunque ambita per la sua colta presenza e la sua umana simpatia.

 

Nicola Pizzeghello, Maria Irma Mariotti, Milena Milani

 

 

 

 

 

Written by