Una vita per l’arte, il pittore padovano Alberto Bolzonella

Abstract

Raccontare il lungo e ricco excursus artistico, biografico e culturale del pittore padovano Alberto Bolzonella sarebbe più che un elenco delle esperienze più varie e sorprendenti. Nessuna tecnica artistica è stata tralasciata da questo eclettico e instancabile pittore, rimasto per indole alquanto riservato, anche umile nelle sue pubbliche apparizioni. Anche per questi motivi il Comune di Padova gli ha concesso una mostra retrospettiva nelle Scuderie di Palazzo Moroni dal titolo “Tra l’onirico e il mito” (4-29 set 2024); titolazione già apparsa in un ricco catalogo degli inizi del secolo con patrocinio regionale, ma stavolta alquanto limitante per la difficoltà di raccogliere tante opere sparse di proprietà privata. La scelta quindi si è basata sulle opere per lo più personali (oltre sessanta), insomma la sua collezione. Rimane il fatto che un’interessante retrospettiva esiste anche se ridotta. È lui stesso a confermarlo in catalogo: “Le opere esposte sono di proprietà dell’artista e sono conservate presso la sua abitazione-studio”

 Alberto Bolzonella, l’artista e le sue mostre

È nato novant’anni fa a Padova dove vive e lavora. Gli avvenimenti del secondo dopoguerra lo hanno toccato in prima persona da ragazzo per essere stato vittima dello scoppio di un piccolo ordigno apparentemente innocuo, (avvenimento che pubblicherà presto nel suo contesto). La sua carriera artistica fortunatamente non ne ha risentito e le sue parentele tosco-venete gli hanno permesso un percorso formativo del tutto originale. Questo è stato messo in evidenza dal grande maestro di Estetica professor Dino Formaggio: “Rilevante, per un giudizio adeguato sull’uso del colore in Bolzonella, è notare che nella sua lunga opera iniziata nella seconda metà del Novecento, l’uso del colore si vale soprattutto delle terre di Siena nelle loro gamme terrestri e/o nei campi azzurrati che avvolgono in ampie velature celesti le azioni degli dei, dei semidei e degli eroi che appaiono nell’opera”.

Ha frequentato Istituti Statali d’Arte di Padova e Parma, il magistero Statale d’Arte di Firenze e Venezia, con maestri ben noti come Tino Rosa, Amleto Sartori, Armando Pizzinato, Umberto Lilloni, Renzo Grazzini, Ottone Rosai, Guido Cadorin. È stato docente per quarant’anni di materie artistiche in Scuole Statali di Padova e provincia, ha tenuto corsi di disegno e pittura per allievi della terza età in istituti ed ha fatto parte di direttivi di importanti enti e associazioni della sua città. Ha dato corpo a gruppi artistici come “Convivium” e “Ars Tabulae Pictae”. Centinaia le sue mostre personali e collettive anche all’estero: in Francia, Spagna, Principato di Monaco, Svezia, Norvegia, Danimarca e Moldavia. Numerosi in Veneto suoi affreschi e murales. Per l’arte propriamente sacra in Vaticano è conservata un’opera dedicata a papa Francesco mentre un ritratto di don Carlo Gnocchi si trova al museo dedicato al personaggio religioso a Milano. Grande successo hanno ottenuto i 135 disegni a china che illustrano i vari canti della Divina Commedia, che saranno prossimamente donati al Museo Civico agli Eremitani. Nel 2010 è stato nominato “Padovano Eccellente”.

La retrospettiva alle Scuderie di Palazzo Moroni

Per quanto riguarda la retrospettiva alle Scuderie si può solo esprimere un giudizio di sintesi, nel senso che in genere il mito classico greco, con i suoi dei, semidei ed eroi, cavalli e cavalieri appaiono mai disgiunti da un loro particolare contesto tali da renderli sempre vivaci e vibranti. Un discorso a parte merita il tema ricorrente del “Labirinto”, visto come metafora efficace dei nostri tempi e della cosiddetta globalizzazione: denuncia gli smarrimenti, le incomprensioni (che portano anche a scontri armati), ricorrenti e talora inestricabili tra gli uomini e i popoli. Una metafora felice artisticamente della condizione umana e sempre attuale, con le sue complicazioni e problematiche che sottende. La domanda che ne esce quasi spontanea è: riusciremo a salvarci e conferire un’identità alla nostra esistenza?

Gianluigi Peretti

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