Giuliano Scabia: un poeta a cento metri dal suolo

Abstract

Giuliano Scabia (Padova, 1935 – Firenze, 2021) scrittore, poeta, drammaturgo, voce narrante dei propri testi, è protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive degli ultimi decenni. Si laurea in filosofia morale a Padova nel 1960, relatore Ezio Riondato. Ha fatto parte fin dagli esordi del Gruppo 63. Molto note le sue battaglie per l’apertura dei manicomi a fianco degli psichiatri dell’equipe di Franco Basaglia.

L’Attività

L’attività culturale e poetica di Giuliano Scabia tocca vari aspetti che vanno evidenziati singolarmente pur essendo legati da un filo rosso che è la grande curiosità unita alla capacità di comunicare e di coinvolgere al punto da aver creato una fidelizzazione di un pubblico in vari luoghi d’Italia.

1) Pedagogo: Docente di drammaturgia al DAMS di Bologna con 50 Quaderni di drammaturgia
2) Autore teatrale: E’ stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro, scrivendo lo spettacolo Zip Lap Lip Vap Crep Scap Plip Trip Scrap & La Grande Mam alle prese con la società contemporanea, per la regia di Carlo Quartucci-Biennale di Venezia (1965)
E’ l’ideatore del teatro vagante nelle piazze, nelle scuole, nelle strade, nelle case (Tra i numerosissimi titoli: Il Diavolo e il suo Angelo, Teatro con bosco e animali, Cinghiali al limite del bosco, Commedia del poeta d’oro, con bestie).
Ha contribuito alla battaglia dello psichiatra Franco Basaglia per l’apertura dei manicomi con l’azione teatrale: Marco Cavallo, ilcavallo di legno e cartapesta che nel 1973 apriva il corteo dei ‘matti’ in uscita dal manicomio di Trieste.
3) Romanziere:
Saga di Nane Oca (Nane Oca, Le foreste sorelle, Nane Oca rivelato)
Ciclo dell’eterno andare o saga di Lorenzo e Cecilia (In capo al mondo, L’acqua di Cecilia, L’azione perfetta) con alcuni riferimenti al territorio di Abano e Montegrotto con le acque benefiche curative
4) Scrittore di testi per musica: Diario italiano, 1964, La fabbrica illuminata per voce e nastro magnetico, dedicata agli operai dell’Italsider di Genova Cornigliano – Musica di Luigi Nono
5) Poeta: Padrona & Servo, Il poeta albero, Opera della notte, Canto notturno di Nane Oca sul platano alto dei Ronchi Palù nella Collana L’oro dei suoni, Canti brevi.
6) Sceneggiatore anche nel recente, prezioso, Canto della vita indistruttibile, magistralmente illustrato da Riccardo Fattori.

Edito da Einaudi, Feltrinelli, Panda e altri, tutti i suoi racconti sono concepiti poeticamente e teatralmente, cioè per essere raccontati e recitati.

La figura

C’è molto di fantastico, di magico, di ‘sovrannaturale’, di mitico nella scrittura di Scabia; troviamo in tutti i suoi lavori una ricerca approfondita delle storie e tradizioni dei luoghi narrati, un raffinatissimo lavoro sul linguaggio con invenzioni e innovazioni sia lessicali che stilistiche, un riappropriarsi di antichi detti, di parole dimenticate che nel racconto rinascono e rivivono di nuovi significati. A volte vola sopra i tetti di Padova (Pava) come Suor Gabriella o sta con ‘le fate, il Salbégo e la Lumaca iméga‘ cullato dal canto del ‘Magico Mondo‘ oppure segue le avventure nel bosco di Giovanni alla ricerca del ‘Momòn‘, altre volte descrive con bonaria complicità gli accadimenti, anche i più crudeli, come ammaestramento delle persone prive di cattiveria e di malizia il cui sguardo sul mondo ha gli occhi della poesia.

Lo stile

Canto di ladri
a uno svaligiatore di banche conosciuto nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, mentre insieme costruivamo un drago

Solo un poeta illuso
può pensare che noi – i ladri –
ascoltiamo i poemi. Noi non siamo
gente che canta. Ci piace – semmai –
far cantare le serrature:
ma silenziosamente. Ladri
siamo, di giorno e di notte,
borseggiatori, svaligiatori – mani
di fata. Siamo leggenda, forse
siamo dei. Lo vedete un mondo senza
ladri? Senza dei? Noi siamo
gli dei lesti, furtivi – gli alleggeritori. Ah,
voi, gli appesantiti, i troppo di cose
pieni, grati esser dovete a chi
vi alleggerirà. Ah, com’è
romantico sentirsi messi in poesia
da un vagante poeta bizzarro
che forse buon ladro sarebbe
sognando essere Hermes il dio
ladro alicaviglie. (1)

(1) Da Giuliano Scabia, Canti brevi, Valverde (CT), edizioni Le farfalle, 2016 p.54

La Redazione

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