Palla Strozzi, un umanista fiorentino esule a Padova

Abstract

La famiglia Strozzi è soprattutto nota come la più ricca di Firenze; la sua fortuna da un documento risulta essere stata oltre sei volte quella dei Medici. I suoi membri furono soprattutto banchieri, politici e condottieri e guidarono la città di Firenze, occupando le cariche più importanti per decenni, con ben 93 priori. Il Banco Strozzi, con varie filiali in Italia e all’estero, prestava danaro a re, papi e principi. Gli Strozzi incontrarono l’opposizione fierissima dei Medici, e furono sconfitti dal giovanissimo Cosimo che prese la guida della città dopo l’assassinio di Alessandro Medici, primo granduca di Toscana. Furono esiliati e Palla per il suo esilio scelse Padova.

La famiglia Strozzi

La famiglia Strozzi aveva interessi economici in ogni città d’Italia e a Padova esisteva un suo Banco ben avviato; la città era ricca e i suoi monumenti, la Basilica di Sant’Antonio, il Duomo e la Chiesa degli Eremitani, oltre alle numerose abitazioni nobiliari, avevano richiamato alcuni dei più importanti artisti del tempo. Furono probabilmente questi i motivi per i quali Palla Strozzi, uomo di profonda cultura, filosofo, filologo, letterato oltre che banchiere, che già a Firenze aveva commissionato rilevanti opere d’arte a Brunelleschi, Ghiberti, Gentile da Fabriano, aveva scelto Padova. In questa città già era presente il fiorentino Filippo Lippi cui seguirono Nicolò Baroncelli, che lavorò al portale dei Mesi agli Eremitani e Paolo Uccello, che con il Lippi lavorò alla casa Vitaliani. Il Palazzo Strozzi, ora Palazzo Fiocco, di Prato della Valle fatto costruire da Palla Strozzi nel 1441, divenne il punto d’incontro di letterati, filosofi, pittori, scultori, mentre il Palazzo di via San Martino e Solferino, oggi Palazzo Cattaneo Strozzi, fu il centro della attività economica, soprattutto bancaria, della famiglia Strozzi.

Prato della Valle

La costruzione di Prato della Valle non aveva la pretesa del grande palazzo, era anzi piuttosto modesta, forse a motivo della convinzione del suo proprietario di poter rientrare presto a Firenze, ma l’esilio divenne definitivo e lo Strozzi visse e morì a Padova senza poter tornare e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria di Betlemme. Questa Chiesa, di origine medievale, divenuta poi Chiesa dell’adiacente Convento delle Canonichesse regolari lateranensi, che lo stesso Palla aveva contribuito a far costruire, fu chiusa per i decreti napoleonici e venne demolita nel 1900 per far luogo ad una strada. Vi erano, tra le altre, le opere di Stefano dall’Arzare che aveva ritratto Lorenzino de’ Medici.

Lorenzino, detto anche Lorenzaccio

Lorenzino, detto anche Lorenzaccio, assassino di Alessandro de’ Medici, duca di Firenze e granduca di Toscana, suo cugino, dopo la fuga da Firenze e il vagabondaggio per l’Europa, si era trasferito a Padova, forse per frequentare l’Università ed era stato a sua volta raggiunto da sicari di Cosimo de’ Medici e assassinato, a Venezia, sua ultima dimora. La fornitissima biblioteca di Palla, erudito e bibliofilo, fu donata al Monastero di Santa Giustina che, con il complesso abbaziale e la stupenda biblioteca, è oggi monumento nazionale.

Nunzio Cereda

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