Oratorio del Redentore – Padova

Abstract

Affiancato alla bella Chiesa di Santa Croce, edificio religioso settecentesco, unico a Padova in stile rococò, nel Borgo omonimo, sorge un prezioso oratorio detto anche Scuola del Redentore per la presenza di un ciclo di affreschi cinquecenteschi sulla Passione di Cristo.

La facciata dell’Oratorio

L’Oratorio

Nel 1181 è menzionato un lebbrosario forse già allora denominato di Santa Croce (come simbolo della sofferenza) con oratorio annesso in Borgo di Santa Croce e pochi anni dopo un ospizio per i pellegrini che transitavano dall’importante via Annia. L’attuale Oratorio, o Scuola del Redentore, data intorno al 1400, sino al 1810 sede della fraglia (confraternita) del Redentore, il cui scopo principale era la conservazione di un frammento della Santa Croce ritrovata da Sant’Elena e conservata in una teca preziosa nel tesoro della chiesa che è un importante edificio settecentesco. Una lapide posta sopra il portone d’ingresso dell’Oratorio cita i pittori Gerolamo dal Santo e Domenico Campagnola e, stranamente, non Stefano dall’Arzere, cui vengono attribuiti alcuni tra i più importanti affreschi della Passione di Cristo. I tre pittori citati, i più attivi a Padova nel periodo, hanno dipinto alla Scuoletta del Carmine, in vari oratori, San Bovo, San Tommaso, San Rocco, al Santo, in monasteri e chiese, come nella Chiesa di San Francesco, agli Eremitani, a Praglia.

  • Dipinti presenti sulla parete orientale
    • 56 1* Noli me tangere o Congedo da Maria (prima o ultima scena, molto rovinata)
    • 35 1* Ultima cena (affresco visibile solo in parte; nella pianta non compare il numero 35)
    • 36 1* Cristo davanti al Sinedrio o Lavanda dei piedi completamente perduta tranne due pilastri, che ne delimitavano la scena, e tre figure umane;
    • 37 2* Preghiera nell’orto;
    • 38 2* Bacio di Giuda, parzialmente danneggiato dopo l’apertura di una finestra nel corso dell’Ottocento;
    • 39 2* Cristo davanti a Caifa;
    • 41 2* Sacrificio di Isacco, allusione al sacrificio di Cristo.
  • Dipinti sulla parete meridionale:
    • 42 3* Santa Giustina e san Prosdocimo, protettori di Padova;
    • 43 3* Sant’Antonio e san Daniele, protettori di Padova.
  • Dipinti sulla parete occidentale
    • 46 1* Cristo davanti a Pilato; (affresco molto rovinato)
    • 47 1* Cristo incoronato di spine;
    • 48 1* Cristo cade sotto la croce (può essere letto anche come l’incontro evangelico con le pie donne);
    • 49 2* Cristo inchiodato alla croce;
    • 50 2* Crocifissione; (a destra in basso compare la figura del committente, Battista Mioni)
    • 53 2* Deposizione dalla croce;
    • 54 2* Deposizione nel sepolcro.

Immagini

NB:

  • Il primo numero segue la numerazione presente nell’opuscolo “La chiesa di Santa Croce in Padova”, Museo diocesano di Padova, 2016
  • Il secondo numero corrisponde alla attribuzione (non così certa) dei singoli affreschi 1) Stefano dall’Arzere 2) Girolamo dal Santo 3) Domenico Campagnola

La Redazione

 

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