Palazzo Zacco – Armeni, Circolo unificato dell’Esercito

Premessa

Quanto qui riportato, con relativa documentazione fotografica e una scheda su ‘Palazzo Zacco’, è tratto da: Le Infrastrutture Militari dell’Esercito Italiano a Padova del Bando “on air 2012” indetto dal Comune di Padova. (La precisazione è necessaria perché, dal 2012 ad oggi, potrebbero essere intercorsi cambiamenti qui non riportati). (1)

Padova, Palazzo Zacco – Armeni, la facciata

Gli Zacco, nobili veneziani, conti dell’Impero d’Austria

Palazzo “ZACCO”, noto anche come Palazzo “ARMENI”, è collocato sul lato occidentale di Prato della Valle (sullo stesso versante della Loggia “AMULEA”), fu commissionato nel 1550 all’architetto bergamasco Andrea MORONI dal nobile Marco ZACCO la cui famiglia primeggiava dal 1080 in Padova e che nel 1653 fu ammessa a far parte dell’aristocrazia veneziana per benemerenze acquisite verso la Repubblica. In seguito, il 14 novembre 1700, Leopoldo I d’Asburgo insignì Pietro ZACCO e i suoi discendenti del titolo di “Conte del Sacro Romano Impero” per il coraggioso comportamento tenuto da otto illustri membri della famiglia nell’Esercito Imperiale nella guerra contro i Turchi. Il Palazzo fu costruito tra il 1555 e il 1557.
Nel dicembre 1815 Francesco I Imperatore d’Austria, in visita a Padova, fu ospitato nel palazzo dei Nobili ZACCO che il 15 ottobre 1819 furono nominati Conti dell’Impero d’Austria.

Il Palazzo, sede di comandi dell’esercito austriaco

Palazzo “ZACCO”, ancorché fosse una proprietà privata di nobili, così come altri edifici che si affacciavano su Prato della Valle – che per le generose dimensioni era adatto alla sosta di Grandi Unità in transito e a esercitazioni militari – tra fine Settecento e gli anni sessanta dell’Ottocento, a più riprese, fu adattato ad alloggio per i militari delle guarnigioni che negli anni si avvicendarono nell’occupazione della città (2). Il 15 agosto 1834 i Padri Mechitaristi armeni acquistarono nella zona del Torresino alcuni terreni agricoli e dalla famiglia ZACCO, in Prato della Valle, l’omonimo Palazzo che fu poi destinato a collegio per studenti di nazionalità armena iscritti all’Università di Padova. Il collegio era intitolato a Samuel MOORATIAN ricco mercante armeno dell’India che con il suo cospicuo lascito aveva reso possibile la creazione del convitto di Padova, che nel 1836 fu affiancato da quello di Venezia, intitolato al benefattore Raphael GHARAMIAN. Nel 1846 tuttavia a causa di problemi sorti fra gli eredi del benefattore e il governo austriaco, il collegio armeno fu trasferito da Padova a Parigi nel Palazzo del principe di Condè. Palazzo “ZACCO”, entrato nella disponibilità delle autorità austriache, dal 1850 e fino al 12 febbraio 1861 fu sede del Comando del 15° Reggimento della Gendarmeria, in seguito il Comune di Padova, che ne era il formale proprietario, decise di affittare cinque locali esistenti sotto il porticato nobile.

1866: il passaggio al Demanio militare italiano

Nel 1866 con la riunificazione del Veneto all’Italia il Palazzo passò al Demanio militare che lo utilizzò fino al 1915, come sede del Comando Divisione territoriale. Dopo la Seconda guerra mondiale e precisamente dal 1954 Palazzo “ZACCO” è stato sede del Circolo Ufficiali di Presidio e in seguito del Circolo Unificato dell’Esercito, che oggi dipende dal Comando Militare Esercito “VENETO”.

Architettura e elementi artistici del Palazzo

Il Palazzo è caratterizzato da una bella facciata che al piano terra ha il portico suddiviso in sette arcate a tutto sesto sostenute da otto pilastri bugnati; il primo piano ha sette alte finestre ad arco racchiuse da tre eleganti poggioli. Una cornice molto evidente separa il piano nobile dal terzo e ultimo piano che è contraddistinto da sette finestre basse e quadrangolari. Sopra il cornicione svettano sei raffinati obelischi intervallati da altrettante lunette piene sormontate da piccole guglie, nel mezzo spicca un abbaino con arco, timpano e due obelischi. Due stemmi in pietra d’Istria posti fra i tre gruppi di finestre completano l’edificio. Gli interni sono stati rimaneggiati più volte; vi è da segnalare, comunque, al piano nobile l’importante salone di rappresentanza che si affaccia su Prato della Valle e al piano terra l’ampia sala con le sue interessanti colonne e la pavimentazione con marmi policromi.

Note

1) Progetto: a cura del Dott. Alessandro Cabianca, Presidente “Gruppo90-ArtePoesia”
Schede: a cura del Gen. B. (Aus.) Maurizio Lenzi
Documentazione fotografica: Mario Dal Molin, 1° Mar.llo Rino Del Pizzo, 1° Mar.llo Fabio Magrini, Sig. Marco Romanato. Coordinamento: Mario Dal Molin (Fotoclub Padova).
2) Padova per la sua posizione strategica alla fine del settecento e nell’ottocento subì una massiccia presenza militare:
– francese: dal 28 apr. al 30 dic 1797 – dal 10 gen. al 6 apr. 1801- dal 6 nov.1805 al 26 feb.1809 – da 11 apr.1809 a nov. 1813;
– austriaca: dal 18 gen. 1798 al gen.1801 – 7 apr. 1801 al 5 nov.1805 – dal 27 feb.al 10 aprile 1809 – da nov. 1813 al lug.1866.
Di seguito alcuni esempi della enorme pressione che la città, che nei primi anni dell’ottocento contava circa 40.000 abitanti, subì dalla presenza di truppe, occupanti o in transito, alle quali era obbligata a fornire vettovagliamento e alloggi.
– 26 giugno /3 luglio 1799: 11.000 soldati russi (alleati dell’Austria) del Generale Suvorov ;
– fra il 1799 ed il 1800 gli Austriaci accantonarono in città per alcuni mesi oltre 16.000 soldati e circa 10.000 cavalli e nel 1809 oltre 20.000 uomini.
A parte queste importanti presenze numeriche e ai picchi in concomitanza con le guerre napoleoniche e successivamente con le Guerre d’Indipendenza il “Presidio” austriaco in città contava mediamente circa quattromila unità

Maurizio Lenzi

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